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Gli F35 e le bersacomics

f35Certo, la campagna elettorale non dovrebbe essere un cabaret e non c’è dubbio che Bersani e anche Monti si guardino bene di calcare le tavole dello Zelig, come avviene nel Pdl. Hanno invece scelto il teatro dell’assurdo alla Ionesco e mentre il premier in pectore demolisce ogni giorno tutto ciò che ha fatto, dicendo che è una schifezza, come fosse una Penelope che disfa la tela in attesa di Ulisse Goldman, il candidato del Pd, oltre a regalare all’amico Monti, un senatore in Trentino, si dedica a riscoprire ciò che ha entusiasticamente votato.

Adesso, preceduto di un soffio dal laico del Pd, Marino, tenuto in animazione criogenica e risvegliato ogni qualvolta viene buono, scopre che gli F35 sono una ciofeca dice che verrà ridotta la spesa per il suo acquisto, visto che le priorità sono altre. Ciò che ha colto Bersani sul volo per Damasco, è il fatto che i nuovi e tormentati caccia siano vulnerabili ai fulmini. Purtroppo si tratta solo di uno dei difetti marginali di un progetto che ormai fa acqua da tutte le parti: già dall’estate del 2011 era possibile informarsi sulla stessa documentazione del Pentagono e di altri gruppi di analisi militare che l’F35 era un aereo nato malissimo: non solo è il più costoso della storia sia per acquisto che per manutenzione, ma a forza di correzioni e di aggiunte è così pesante da avere prestazioni molto inferiori a quelle dei suoi possibili avversari e anche a quelle dei caccia di cui già dispone la nostra aviazione, le capacità stealth sono estremamente ridotte, l’elettronica è tutta da rivede e l’unica versione che potrebbe avere un utilizzo sensato per noi, quella a decollo verticale per piccole portaerei, è ancora in altro mare.

Non è un caso se molti Paesi abbiano cancellato la loro partecipazione o abbiano ridotto e di molto le loro opzioni. Ora  visto che tutto questo era noto (vedere qui e qui o ancora qui) , come mai il Pd ha votato per l’acquisto in Parlamento? Di certo, almeno questo, non ce lo chiedeva l’Europa, anzi era una spesa assolutamente superflua e in rotta di collisione con l’asserita volontà di austerity, non faceva parte delle “necessità” grazie alla quale è passato il massacro del Paese. E allora che cosa ha indotto il partito di Bersani a votare in favore di questo gigantesco sperpero? Sarebbe davvero utile saperlo visto che si può ragionevolmente credere che i ripensamenti attuali valgano per l’espace d’une campagne, elettorale, s’intende.

Mi scuso con i lettori del blog se a causa dell’argomento circoscritto non mi soffermo a spalare merda su Ingroia come sportivamente fanno i fautori dell’utilità marginale del voto, tutti presi della teoria neoclassica della politica oppure i candidati in nuce  esclusi dalle liste e tutta la destraccia liberal ladron  tafazziana. Rivoluzione civile infatti è nata dopo l’acquisto dei caccia F35 e non sembra particolarmente ben disposta ai consigli per gli acquisti -tutti chiaramente disinteressati – che vengono da ammiragli e ministri. Mi rendo conto che si tratta di una grave mancanza alla quale rimedierò. Anche se facendo autocritica sono già più nelle grazie dei poetini della Magna Grecia.

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