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Stop gun: gli F35 abbattuti dalla contraerea canadese

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Si aspettava la decisione da un giorno all’altro e ora è fatta: il governo conservatore canadese ha dovuto rinunciare all’acquisto di 65 caccia F35 sotto la spinta dell’opinione pubblica che considerava un’assurdità buttare tanti soldi per questo nuovo aereo, mediocre quasi in tutto, salvo nel costo e nelle spese di manutenzione di gran lunga superiori a qualsiasi altro concorrente. Negli ultimi mesi gli esperti militari canadesi hanno scoperto che l’unico vero atout dell’F35, cioè la tecnologia stealth (invisibilità ai radar) era in realtà assai meno valida del previsto, cosa non da poco visto che le prestazioni dell’F35 risultano modeste rispetto ai concorrenti proprio per la necessità di rimanere “invisibile”.

Ma ciò che ha fatto infuriare i canadesi  rischiando di determinare un’erosione del consenso alla destra, è stato soprattutto l’inganno sui costi, operato dalla Lockheed e in qualche modo avallato dal governo: prima si era parlato di 70 milioni di dollari per esemplare e poi si è scoperto che si trattava del guscio nudo, senza avionica, né motore, né armi, “optional” che portavano il prezzo a 135 milioni e poi via via a cifre sempre superiori. (un “inganno”che ci è stato amorevolmente dispensato anche dall’ammiraglio Di Paola) Insomma un acquisto che avrebbe dovuto essere di 9 miliardi per le macchine e di 15 per la  manutenzione nel corso del programma di circa vent’anni, è arrivato ai 48, 5 , secondo uno studio affidato a una società di consulenza, la Kgpm. Da questo studio è risultato che 65  F35, implicano circa un miliardo l’anno di dollari di manutenzione. Fatevi i conti su 90, quelli che comprerà l’Italia, tenendo conto che almeno una trentina saranno caccia a decollo verticale per portaerei, quindi più costosi in tutto: un miliardo di euro l’anno non ce li toglie nessuno a meno che non vogliamo lasciarli a terra come fossero modellini. Se ce li terremo 40 anni saranno circa 54 miliardi di euro, sempre che i prezzi non salgano ancora, cosa che invece avverrà certamente con l’abbandono del Canada e le riduzioni generalizzate di acquisti da parte di tutti i Paesi.

Il fatto è che la rivolta dell’opinione pubblica canadese è stata possibile perché tutte le notizie, tecniche ed economiche  riguardo  all’ F35 sono finite sui giornali e sono state oggetto di battaglie parlamentari: da noi invece silenzio assoluto, stampa che da per scontato che si tratti di gioielli, nemmeno un fiato sui costi crescenti e soprattutto nulla che riguardi i costi di manutenzione. Un Parlamento silenzioso che approva i consigli per gli acquisti dell’ammmiraglio- ministro, implicato fin dall’inizio in questa avventura, senza farsi uscire un fiato. Compresi quelli che vogliono Monti con qualcosa in più.

Così l’opposizione a questo acquisto, folle sotto ogni punto di vista, è rimasto relegato al pacifismo di sinistra e alla lucidità di quelli che pensavano che buttare via 15 miliardi in questa situazione è quanto meno – via, lo diciamo sobriamente – inopportuno. Ma se della cosa si fosse dibattuto seriamente si sarebbe visto benissimo come il progetto F35 era qualcosa di assolutamente  proibitivo, inutile e non privo di aspetti poco chiari al di qua e al di là dell’Atlantico. Ciò che non funziona in questo paese è proprio la libertà ormai resa prigioniera dalle oligarchie e dalle caste, è l’informazione controllata e modellata dagli interessi forti. Così capita che un certo leader di partito nello stesso giorno esponga senza un fiato il Paese a queste spese gigantesche e inutili, per poi invocare “qualcosina” per la crescita.

 

 

 

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