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Bordello Europa

Potrebbe sembrare una curiosità, ma è un’immagine dell’Europa che può dirci molto. Intanto sulla riduzione dei salari e dei diritti anche nella parte ricca che si regge sui trampoli dei più poveri, ma che comincia a dare segni di cedimento. Denise Tausch di Wuppertal nel cuore industriale della Germania, ha deciso di fare lo sconto del 30% ai suoi clienti e fin qui non ci sarebbe nulla di strano in tempi di vacche magre, se non fosse che la ragazza non è precisamente una gelataia, bensì la tenutaria di un bordello, il Lust Oase, l’oasi del piacere: da domani 35 marchi, pardon euro secondo la dizione ufficiale, invece dei 50 richiesti a prestazione.

Il fatto è  che la nobile casa sorge in un quartiere dove comincia a farsi sentire la disoccupazione, ma soprattutto la moltiplicazione dei lavori a basso salario e così i clienti iniziano a diradarsi.Perciò l’intraprendente Denise ha deciso di farsi una straordinaria pubblicità comunicando al mondo intero la decisione di fare sconti a chi non ha lavoro o ne ha uno per cui viene pagato poco più di 800 marchi – accidenti oggi proprio euro non mi viene, sarà forse per l’assonanza con marchette – oppure ha il sussidio di disoccupazione o ancora quella sorta di assegno di indigenza che risponde al nome di Hartz IV, una specie di reddito di cittadinanza che cominciò ad essere massacrato da Schroeder, ma ancora consente la sopravvivenza, beninteso se non si hanno appetiti berlusconiani.

Questo ci dice però un’altra cosa: sebbene sotto attacco ovunque esistono in quasi tutto il continente sistemi di welfare che non lasciano le persone del tutto sole e in balia di qualunque ricatto. Quel quasi si riferisce principalmente all’Italia che tuttavia è costretta, con la benedizione dei governatori imposti e  delle forze politiche nullificate, a fare “i compiti a casa” , nonostante la quasi totalità dei Paesi dell’unione abbia spese sociali molto più alte. Queste cose non le sanno a Bruxelles? O fanno finta di non saperle come a Roma?

Chi è che vive al di sopra delle proprie possibilità? Chi è che versa costantemente all’Europa molto più di quanto prende? E anche se fosse chi è che dovrebbe fare questi compiti visto che il debito pubblico italiano si nutre di endemica corruzione ed evasione? Forse i redditi da lavoro come cantano in coro governo e partiti? Eppure anche in queste condizioni, come appare chiaro dai dati dell’Inps, senza le pensioni e gli ammortizzatori sociali il calo del 2,3% dei redditi da lavoro avrebbe avuto conseguenze molto più pesanti di quelle già pesantissime sull’economia e la vita delle famiglie. Altro che peso per il debito come prescrive la vulgata finanziaria.

Purtroppo Denise Tausch ha dei formidabili concorrenti. Quelli che mandano un Paese a puttane, gratuitamente.

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