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L’Europa matrigna cala la maschera

Si è dovuto combattere fino a notte tarda, a Bruxelles per ottenere i 670 milioni di aiuti per il terremoto in Emilia, già promessi ma che alcuni Paesi non volevano più pagare. E  pare – ma riferisco voci, sia pure molto credibili – che l’argomento vincente per indurre Germania, Gran Bretagna, Svezia, Olanda e Finlandia ad aprire il portafoglio non riguardi affatto un sussulto di solidarietà, ma la considerazione che un mancato aiuto avrebbe reso ancora più impopolari le istituzioni continentali e il governo tecnico imposto all’Italia, con il pericolo di far saltare la sua riedizione. Evidentemente qualche conticino li ha convinti che Monti vivo vale per l’Europa matrigna ben più di quella cifra, modestissima se la si trasferisce su dimensione continentale e comunque solo una piccola frazione di quanto si spende  per le sole istituzioni formali dell’Unione.

Ma non appena accantonata questa triste vicenda ecco che ne spunta un’altra, apparentemente meno importante, ma in realtà simbolicamente vitale per un’Europa che voglia essere qualcosa di più che un’accozzaglia di Paesi e un intrico di burocrazie: sempre gli stessi Paesi hanno bloccato la ratifica del bilancio 2012 (9 miliardi) compresi i 90 milioni, già fatturati per il sistema Erasmus. qualcosa che mette in pericolo anche altri programmi di studio e di ricerca che si propongono di creare un efficace interscambio tra gli studenti dei vari Paesi. Inutile dire che questa integrazione è una premessa non sufficiente, ma necessaria se davvero si vuole arrivare ad avere quell”Europa politica e federale nella quale si spera.

Se ne può facilmente dedurre che in realtà l’obiettivo è lontano mille miglia, rimane allo stadio di grenz begriff come diceva il vecchio Kant  e la sua ostensione alle feste comandate serve solo come alibi alle manovre finanziarie e al gioco di interesse dei vari Paesi. Così in un certo senso  è caduta una maschera, è finita la filata allegorica dei tempi delle vacche grasse: l’Europa reale è esattamente quella che si voleva superare con l’Europa ideale. Ora c’è solo la Quaresima.

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