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Chi piange e chi fa piangere

Occhi asciutti e voce vibrante, sobrio cinismo delle frasi fatte e dei concetti prefabbricati con il lego. Non c’è bisogno delle lacrime di coccodrillo per attenuare il significato di cose che fanno piangere: cose come  “L’assistenza sanitaria è una conquista che va difesa anche coi tagli”, dovrebbero essere riservate a Crozza quando imita il personaggio che l’ha detta. Ma purtroppo non c’erano corazzieri a suggerire espressioni più realistiche dando così l’impressione che a volte anche il taglio della testa sia una salutare sforbiciata senza troppe conseguenze per certe persone.

Si perché una cosa è tagliare sugli sprechi e i magna magna della sanità che rimangono invece intatti, un’altra tagliare sui servizi in maniera selvaggia, infierendo con i ticket, consentendo lo scandalo delle attese per favorire il privato, rendendo di fatto difficili o impossibili le cure per le persone più in difficoltà. Ma certo all’alta personalità in questione non sarà parso vero con questa frase da liberista compassionevole, giustificare il taglio di altri 7550 posti letto negli ospedali. Tanto più che si tratta di posti letto per acuti: ora ne abbiamo 3,7 ogni mille abitanti, cioè abbondantemente meno della media europea che arriva al 5 per mille e giunge al 7, 8 per mille in Germania. Del resto anche la spesa sanitaria italiana è abbondantemente al di sotto della media europea, attestata al 9,2% del pil, mentre da noi è al 7%, ruberie comprese.

La morale è chiara e può essere espressa anche con parole molto simili a quelle dell’alta carica che le ha pronunciate: L’Italia va difesa anche coi tagli.  Non di posti letto, di poltrone immeritate.

 

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