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Renzi – Marchionne: lo specchio dell’Italia

Gli scandali scoppiettano come le caldarroste sulla brace, incessanti, baluginanti con le scie delle “monacelle” di ricatti e dichiarazioni. Ma la cosa non mi stupisce: questo è il livello della classe dirigente che abbiamo acclamato, tollerato o esorcizzato ma solo a parole. E senza andare a scomodare i ladri, gli uomini dei poteri criminali, i tristi apparati dell’Italia di oggi, per definire il livello di chi ha potere o ne vuole sempre di più basta vedere cosa si sono detti Renzi e Marchionne nel loro litigio a distanza.

Il sindaco di Firenze, quello che usa i jet privati, fingendo di viaggiare in camper e che manda i suoi emissari a chiedere contributi da 100 mila euro per la sua campagna, è caduto dal pero: ieri stava con Marchionne senza se  e senza ma, mentre oggi ci fa sapere che ha cambiato parere perché l’ad della Fiat  ha “tradito”. Ora delle due l’una, cosa che vale del resto per tutto il milieu politico che si è fatto tappetino davanti al manager in cachemire: o Renzi mente perché si è accorto che attorno a Marchionne non circola un’atmosfera di simpatia, oppure ha davvero creduto che una mezza paginetta, quella che conteneva il mirabolante Piano Italia, fosse oro colato. In entrambi casi si dimostra inadeguato sia ad essere l’uomo del rinnovamento, sia a governare: un semplice furbetto del camperino.

Per non parlare di Marchionne. L’avvocatino delle finanziarie balzato alla ribalta della maggiore industria del Paese grazie a una proprietà all’altezza (forse) del pizzicagnolo di Verdone, si è rivelato in tutto il suo squallore nella sua replica. “Renzi è la brutta copia di Obama ma pensa di essere Obama, ed è il sindaco di una piccola, povera città”. Certo agli occhi di Marchionne si è Obama solo se si concedono miliardi di euro per salvare industrie decotte grazie ai troppi manager col maglioncino che circolano. Ma l’ad Fiat si rivela per quello che è, un awana ganassa con la cicles in bocca capace di ridurre una delle più belle città del mondo a una new town cementizia. Un prodotto da telefilm che ti giudica da quanto costa il tuo maglioncino, un ometto volgare e senza dimensioni al di là del denaro. Che nuovi prodotti potrà mai sfornare uno così? E infatti la prima Chrysler della sua era è stata un tonfo senza paragoni: 850 esemplari venduti in due mesi in tutto il nord america.

Se questi due sono il meglio dell’offerta politica e manageriale, ci possiamo stupire di quello che sta accadendo? Siamo così disperati o così ipocriti da dover tollerare questa mediocrità che è poi il riflesso di quella al potere? Non ci siamo ancora stancati di adorare personaggi nei quali non si capisce bene quale sia il confine tra incompetenza e menzogna visto che l’una supporta l’altra? Il risultato di queste scelte fatte in passato lo vediamo ogni giorno. Evidentemente non ci basta, continuiamo a guardare lo spettacolo senza fare domande e quando qualcuno osa farle sale la canea di chi non vuole sapere. Che sono i peggiori, i ladri della loro stessa dignità.

 

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