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Ma che Casini….

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L’elenco delle miserie è come un rosario che non conosce mai l’amen. E ogni giorno si deve scoprire l’inconsistenza ridicola, al limite dell’assurdo, di personaggi che pure hanno fatto l’Italia negli ultimi vent’anni. Ma a cui  media da troppo impastati col potere sono disposti a concedere sempre il perdono. Così navigando dopopranzo sul web sono capitato sulla rubrica Televisioni del  Corriere Tv dove Aldo Grasso lezioneggia con implacabile costanza di note ed emolumenti:  orrore, viene riproposto un passaggio di Otto e mezzo con la Gruber e Casini, un condensato di intelligenza che manco il dado Knorr.

Ebbene il leader dell’ Udc, (ma non c’è una “e” di troppo?) si lascia scappare una perla: dice che tutti possono cambiare idea come accadde a San Paolo sulla via di Damasco. Però non contento della dotta citazione si slancia a dire che San Paolo era stato un grande libertino e che lo spirito santo lo aveva colpito. Purtroppo non è così: Paolo di Tarso era un Filisteo di assoluta rigidità e nella leggenda fu colpito da Cristo e non dallo spirito santo. La confusione (Grasso la chiama  crasi, tanto per completare l’opera) con Sant’Agostino è evidente, ma sarebbe passabile se Casini non fosse dalla notte dei tempi il rappresentante dei rappresentanti di Cristo al Parlamento, l’uomo che ha costruito la sua carriera raffinando la fellatio sugli anelli cardinalizi, il ragazzo che era contro il divorzio, l’ometto che si batteva contro la 194, l’impavido difensore della famiglia che per difenderla meglio se ne è fatte due. La gaffe ne svela la gracile cultura costruita sull’opportunismo e l’ipocrisia, sull’astuzia manovriera dietro la quale c’è il nulla. Insomma, una capra come direbbe Sgarbi.

La cosa curiosa è che Grasso non se la prende tanto con Casini (non si mai nella vita)  ma con la Gruber che non ha detto nulla: “Passi Casini che è un politico, ma la grande giornalista…?” Bè insomma la “signorina rossa” non immaginava che una lampadina potesse consumare energia, quindi è assai improbabile che riesca a distinguere i santi e le persone della Trinità, a parte che anche lei è un politico. Ma quello che a Grasso sfugge completamente è che tutto si tiene, che i grandi politici alla Casini possono esistere solo se ci sono i grandi giornalisti alla Gruber: sono avvinghiati come Lacoonte  e il serpente. Se solo qualcuno facesse delle domande specifiche a Casini l’uomo diventerebbe tremula gelatina nel tentativo di andare oltre le fasi fatte. E se ci fossero ottimi politici i giornalisti non se ne starebbero zitti a “registrare” le più incredibili cavolate come fosse ambrosia. Il fatto è caro Grasso che la cattiva politica si afferma attraverso la cattiva informazione e viceversa: ecco questa è una vera crasi. Tanto per fare un esempio.

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