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Contagio? La diceria dell’untore…

Oggi è stata la giornale cruciale il clou di una commedia degli inganni. Il parlamento ha votato il fiscal compact e l’adesione al Mes, gli strumenti presentati ormai da un anno come salvifici, ma lo spread ha avuto una nuova impennata. Contagio dice Monti, contagio dalla Spagna e  timore di instabilità politica. Ma è chiaro che si tratta di risposte automatiche e prive di senso dal momento che il paese iberico ha seguito la medesima strada, attuato le stesse ricette, in qualche caso anche più amare e non ha nemmeno l’instabilità politica, visto che c’è un governo di destra eletto da meno di un anno e con una notevole maggioranza parlamentare. La straordinaria coincidenza tra l’attuazione delle prescrizioni economiche di Bruxelles e Berlino e ulteriore aggravamento della crisi è ormai evidente, conclamata, ma non trova alcuna spiegazione razionale da parte dei governi sia in Italia che in Spagna, solo frasi fatte e mezze parole. Per non parlare dei vecchi e nuovi soloni della stampa e della televisione che riescono a trovare sempre una nuova non spiegazione di eventi che devono solo gestire politicamente per le loro testate.

Contagio si diceva. Contagio di che allora? Da niente perché la malattia è spontanea, endemica e provocata proprio dalle medicine che sono state imposte dall’Europa ricca la quale  ricava grandi vantaggi dalla situazione e non ha però alcuna intenzione di spartire perdite  e ricavi. Quella stessa Europa per cui l’Euro è una benedizione che l’ha liberata dalla concorrenza di Paesi come l’Italia, industrialmente vivace, ma poco strutturati per reggere una moneta forte. L’Europa delle nazioni e degli egoismi si è enormemente rafforzata  nell’era liberista godendo del paravento di una coesione puramente burocratica.

Ma sarebbe un gravissimo errore accusare Germania, Olanda, Finlandia e quant’altri di mancanza di solidarietà quando è evidente che  radici ideologiche,  convenienze nazionali e mancanza di una vera politica europea hanno suggerito soluzioni irrazionali e divenute demenziali in presenza di una moneta messa in comune, ma non comune. E’ naturale che facciano i propri interessi. La colpa è invece delle classi dirigenti e politiche dei Paesi della periferia che hanno scelto in vista del loro interesse particolare, dell’avidità, della loro sopravvivenza al potere e in nome di un disegno oligarchico, la strada dell’ubbidienza supina a tesi e strumenti che gran parte degli economisti considera suicidi. E che ogni giorno di più si rivelano tali. Di questo bisognerà ricordarsi.

No, non c’è nessun contagio: chi ne parla è proprio l’untore, lo strumento della svendita civile ed economica del Paese. Chi ne parla non è il medico, ma la malattia, non il termometro, ma la febbre stessa: il capo conclamato dello svilimento morale e intellettuale cui è giunto il Paese. Quello che ci dirà che siamo morti, ma in ottima salute.

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