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Via D’Amelio: il messaggio di uno sconosciuto scambiato per quello del presidente

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Gravissimo episodio in occasione del ventennale della strage di via D’Amelio. Un imitatore, un depistatore, un impostore  di cui ancora non si conosce il nome, è riuscito a far passare un proprio messaggio spacciandolo per quello del Capo dello Stato e inducendo i media a diffonderlo come originale. Immagino che molti di voi ne avranno già letto io ascoltato l testo: “Si deve lavorare senza sosta e senza remore per la rivelazione e sanzione di errori ed infamie che hanno inquinato la ricostruzione della strage di via D’Amelio. Si deve giungere alla definizione dell’autentica verità su quell’orribile crimine che costò la vita a un grande magistrato protagonista con Giovanni Falcone di svolte decisive per la lotta contro la mafia”.

Naturalmente dopo un qualche momento di sconcerto è apparso chiaro che non poteva essere questo il vero messaggio del presidente della Repubblica che appena tre  giorni fa si è appellato alla Corte Costituzionale contro il tribunale di Palermo che appunto indaga   sulla trattativa tra pezzi dello Stato e la mafia, sugli inciuci segreti  di cui l’assassinio di Borsellino non è che un tragico capitolo.

Nemmeno può essere questo il messaggio del Colle che nell’ansia di far scomparire le conversazioni con  Mancino apre un braccio di ferro con chi sta cercando di portare alla luce uno dei capitoli più bui della Repubblica, dimenticando di essere anche presidente del Consiglio superiore della  Magistratura, ossia l’organo garante dell’indipendenza dei giudici, a cui contemporaneamente si vuole chiudere la bocca.

Di certo non può neanche essere il messaggio di un Capo dello Stato che sta ad ascoltare invece di sbattere giù il telefono, le richieste di un personaggio come Mancino che chiedeva in toni ricattatori alla massima carica della Repubblica di intervenire per toglierlo dai guai. .

No, il messaggio erroneamente diffuso, proprio non ha niente a che vedere con quello del Presidente. Sembra infatti  provenire da ciò che dovrebbero essere le istituzioni, non da quelle che sono. Vabbé, speriamo che il depistatore sia preso e messo in galera per vilipendio del capo dello stato oltre che per diffusione di notizie false e tendenziose  atte a rassicurare l’opinione pubblica.

 

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