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2 giugno, la festa alla Repubblica – 2

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In questa atmosfera mefitica vengono gli interrogativi più strani più contorti  eppure più inquietanti. Stamattina mi chiedo per esempio chi l’ha sparata più grossa: Berlusconi o Napolitano? Il Cavaliere che non riesce  proprio a rinunciare a una dose di malaffare, propone che sia la nostra zecca a stampare gli euro come in un film di Totò. E’ una boutade, un cucù, una trouvaille per dimostrare di essere ancora in vita.

Napolitano invece preparandosi alla parata dedicata ai terremotati, i quali naturalmente non aspettavano altro come fattivo atto di solidarietà, ha richiamato la fedeltà ai valori della Costituzione. Non so di quale costituzione si parli, di certo la nostra che lo stesso Napolitano stesso invita vibrantemente a cambiare e il cui articolo fondamentale, quella della repubblica fondata sul lavoro, è stato appena ieri tradito da due becchini della civiltà.

Facciamo una cosa, sintetizziamo le dichiarazioni di Berlusconi e Napolitano: in maniera che tutto torni e che si dica almeno qualcosa che ha un minimo di aderenza alla realtà: “la nuova Costituzione sarà stampata dalla zecca”.

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