La sindrome del traditore

“Most bass are just fish, but Leroy Brown was something special”
è scritto sulla tomba del più formidabile “boccalone” mai pescato, a Eufaula, in Alabama.

Sì, la tomba di un pesce!
Gli americani, si sa, sono dei bambinoni, non hanno millenni di storia da ricordare (o da dimenticare e coprire di immondizia) come noi, e si accontentano come possono, celebrando un pesce persico, o boccalone (la cui voracità lo porta ad abboccare a qualunque esca gli venga ammannita), con tanto di nome, cognome e tomba in marmo.
E noi vogliamo essere da meno?

Dopo aver scoperto che è meglio essere considerati fessi che delinquenti, i maggiorenti italici, isole e staterelli compresi, scoprono lo stupore del tradimento, il Giuda che siede alla nostra tavola o anche solo che ci serve alla medesima.
L’ultimo è il cameriere del papa (maiuscolo, questo sosia dell’imperatore Palpatine di Star Wars, non riesco a scriverlo), uno che ha tradito la fiducia di chi, teoricamente, dovrebbe agire in nome e per conto di un dio onniscente (ma aduso a far tradire i suoi emissari in terra).

Eh sì, la sindrome della quinta colonna ha pervaso anche i sotterranei del Vaticano, in cui, per altro, è stata coltivata per millenni: il traditore è storicamente l’arma migliore del truffaldino per apparire immacolato.
Non c’è infatti peggior delitto del tradimento, peggiore (ce lo insegna proprio la Bibbia) persino dell’omicidio.
Dunque il traditore è l’ultimo degli infami e il tradito, per confronto, guadagna il consenso del mondo, quale che fosse la sua precedente reputazione: magari ingenuo, o boccalone appunto, ma un po’ di comprensione e di simpatia riesce a conquistarla. O almeno così crede.

Ed ecco i legaioli che trovano traditori con effetto domino, a cascata, spesso interpretando entrambi i ruoli; i margheritini che, dopo aver giocato (con grande naturalezza) la parte dei fessi che non si erano accorti di nulla, ora gridano al tradimento, alla serpe in seno.
I pidiellini che chiamano traditori i “loro” elettori che non sono andati a votarli, scaricandosi l’un l’altro atroci accuse di connivenza con “nemici” reali o virtuali; i piddini apparentemente meno in affanno, ma con strascichi di tradimenti perpetrati nelle primarie e agguati e vendette che continuano qua e là.
Persino tra i grillini (il nuovo che avanza, come il formaggio ammuffito in frigo) non riescono a sottrarsi alla moda del momento e iniziano ad accusarsi di apparentamenti proibiti, con il Grande Pagliaccio che lancia anatemi contro papabili assessori di insperate giunte, a lui sgraditi, quindi, ovviamente, “traditori”.

Nei parchi cittadini sarà tutto un fiorire di siliquastri, da cui, però, difficilmente vedremo pendere i succitati emuli del più famoso di tutti.
Ora che crescano, infatti, la moda sarà cambiata, magari, dopo i fessi e i traditi, si inventeranno qualche altra parte da imbecille, ma sempre meglio che apparire per quel che sono (e lascio a voi l’aggettivo preferito).

Nel frattempo, come nel romanzo di Gide, godiamoci l’inutile assassinio di Fleurissoire e la contrizione di Lafcadio, tanto i segreti di quei sotterranei, malgrado i corvi ed altri volatili, non li scopriremo mai.

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2 responses to “La sindrome del traditore

  • cyranaforever

    Mi deludi, simplicissimus. Sei come gli altri: insulti e demonizzazione dell’avversario come unica strategia. Che ne sappiamo del movimento 5 stelle? Tutti gli altri li abbiamo messi alla prova e hanno miseramente fallito e dimostrato di essere privi di valore e incapaci di governare e autoriformarsi. Adesso stiamo a vedere alla prova dei fatti cosa sapranno fare questi ragazzi (una settimana è un po’ pochino per trarre conclusioni, non ti pare?). Aggredire è facile, indignarsi senza fare un accidenti pure, ma pare essere diventato lo sport nazionale, blogger in testa. Grillo almeno sta provando ad agire. Se bene o male è troppo presto per dirlo quindi ti basi solo sul pregiudizio. Lo chiami grande pagliaccio, e definisci i ragazzi del movimento formaggio ammuffito. Su quali basi? Almeno, loro si sono messi in gioco e ci mettono la faccia. Tu cosa fai per cambiare lo status quo? Abbai dal tuo blog, e poi? Dovresti rispettarli anche solo per il fatto di provarci, a cambiare questo Paese, cosa che tu non fai, della serie “armiamoci e partite”, ma qui non siamo all’Opera. Non so se continuerò a seguire questo blog.

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  • Giulio Effe

    il tradimento implica sempre una conversione,converso o traditore sono i punti di vista degli opposti: Che un maggiordomo schifato di quanto accade dietro le spesse mura del vaticano e si converta alla causa della trasparenza va lodato!!!che uno Scilipoti si converta alla causa del Berlusca in cambio di soldi, dai Pestilenziali Delinquenti Liberi sarà sicuramente incensato.è chiaro che per le tonache e l’idv personaggi di tale fatta sono da esecrare,in questa recita senza fine nel teatro che è quello che resta della nostra patria,tutti i personaggi si adirano dinanzi alla scoperta dei loro vizi e delle loro pecche,ma nessuno recita il mea culpa, tutti appassionatamente a dare la colpa a chiunque non abbia la possibilità di difendersi.

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