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Monti? No,smonto

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Monteggiare pallido e distorto mentre noi poveri ossi di seppia aspettiamo la marea che lo porti via. Certo che tra ieri e oggi il premier ci ha dato in regalo un gelatinoso  ritratto dell’ italiano ipocrita e cinico, irresponsabile perché le colpe le hanno sempre altri e così irresistibilmente narciso da vantarsi persino dell’ignominia. E non mi riferisco direttamente alle dichiarazione sui suicidi, la cui responsabilità è stata attribuita al precedente governo, salvo poi dire – in perfetto stile berlusconiano – che non si riferiva al Cavaliere, ma ,chissà, forse a Cavour o a Minghetti. Ci sarebbe da chiedersi dove fosse il signor Monti durante gli ultimi dieci anni, su quali barricate anti Silvio, se non sapessimo che era ed è  consigliere di amministrazione di Mediaset.

No, mi riferisco invece  all’emergere per galleggiamento spontaneo, perfettamente comprensibile, vista la materia, a un’altra dichiarazione rilasciata a Repubblica o che comunque il giornale riporta, sia pure ben nascosta, la prova del ruolo ambiguo svolto contro il Paese che governa: «La Germania, prima di accettare di discutere di crescita, voleva che gli europei del Sud piangessero un po’. Adesso abbiamo pianto abbastanza».

Insomma l’ammissione pari pari che i pensionati, gli esodati, la gragnuola di tasse che si abbattuta su tutti, ma soprattutto sui più poveri, la recessione e le conseguenze che essa avrà sugli italiani,  è stata un concessione alla Merkel. Prima si distrugge, poi forse si discuterà di  crescita, ma lo si farà solo perché in Europa e persino in Germania, si comincia a sentire puzza di bruciato. Perché la Grecia è in fiamme, i francesi non ne vogliono più sapere, gli inglesi voltano le spalle ai conservatori, gli olandesi sono in crisi e gli italiani danno segni di irrequietezza. Solo per questo dopo il bastone, si agita una carota appena tolta dal freezer delle illusionismo mediatico- politico con salsetta europea cucinata da Van Rompuy.

E non basta. L’antologia, il fior da fiore,  mica è finito qui: oggi cade, lieve come una foglia avvelenata, la notizia che l’Antitrust ha deciso – con quale autonomia e indipendenza lo lascio giudicare a ai posteri – che il premier può conservare le sue cariche nella Trilateral e nel gruppo Bilderberg, perché questi organismi “non hanno rilievo imprenditoriale”.  A parte che Bilderberg è pieno come un uovo di grandi multinazionali, dove movimenti di insider sono sempre possibili (e Monti è consigliere di sei società), è del tutto evidente,  persino scritto negli statuti, che si tratta di gruppi di pressione ideologica e politica, in cui la presenza di un capo di governo è più inopportuna del classico elefante in cristalleria. Il conflitto di interessi tra la guida di un Paese e la lobby liberista, è palese, sfacciato, oserei dire insolente nei confronti dei cittadini.

Qualcosa di istituzionalmente inconcepibile tanto che quando si diffuse la notizia della nomina di Monti,  la Trilateral, casualmente  in riunione, dichiarò Mario «il nostro reggente europeo». Così si capisce assai bene perché l’uomo si sia dato tanto da fare per compiacere il cancelliere tedesco: Angela  è la Walkiria di questi macellai del sociale che hanno come scopo dichiarato la ” riduzione della democrazia”. Come al solito tutto si tiene. Anche se questo personaggio non vorrei tenermelo nemmeno in fotografia: capirete ho lo stomaco debole.

 

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