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Oberkommando der Merkel befiehlt: mettere paura

La batosta è stata sonora: dalla Francia alla Grecia l’Europa si ribella all’austerità e dunque alla recessione imposte dalla Merkel, dalla Bundesbank e dalla finanza delle troike. Anche in casa propria la Merkel subisce un rovescio che i giornali minimizzano: nello Schleswig Holstein, il land più a destra della Germania, un misto tra un territorio rurale e un’unica città, il porto militare di Kiel, dunque non proprio l’ideale per la sinistra, il partito della cancelliera perde qualcosa, l’Spd guadagna 5 punti abbondanti e praticamente appaia la Cdu, il liberali dimezzano, i verdi crescono di un punto e i Pirati, segno di uno scontento crescente, superano l’8%.

Insomma l’Europa voluta dalla Germania sta crollando nella stessa Germania. Ma naturalmente la cancelliera ha ancora molte frecce al suo arco. La prima è proprio la finanza. In un documento riservato di una società del Credite Agricole che cura 1200 grandi investitori angloamericani si dice in merito a una possibile vittoria di Hollande: «In una maniera o nell’altra i mercati finanziari forzeranno la Francia a procedere nelle riforme. In tale contesto va focalizzata l’attenzione su un annuncio passato letteralmente inosservato secondo il quale l’European Excange si avvia a permettere la speculazione sul debito dello Stato francese.» (qui per chi volesse approfondire).

Poi, disgraziatamente per noi, c’è Monti: man mano che la vittoria di Hollande diventava sempre più probabile i contatti della Merkel con il premier italiano sono diventati più stretti, quasi ossessivi come a trovare un partner o un paggio da sostituire a Sarkozy. La cosa non è difficile sia perché l’uomo è pieghevole, sia perché aderisce toto corde alle ricette imposte, sia perché esse sono volute e desiderate dai salotti buoni nazionali. Certo l’Italia non è la Francia, ma visto che anche in Gran Bretagna Cameron ha subito una catastrofica mazzata, è l’unico partner di rilievo possibile. Certo ci sarà il tentativo di recuperare in qualche modo Hollande, ma la Merkel si è imprudentemente spesa a favore si Sarkozy, arrivando addirittura a proporre di fare campagna elettorale insieme al caro Nicolas, un progetto nel quale aveva coinvolto anche Monti, prima di comprendere che sarebbe stato controproducente.

Poi c’è da agitare lo spettro dell’ingovernabilità, prendendo ad esempio e pretesto la Grecia, dove proprio gli errori, i ritardi e le imposizioni della Merkel hanno portato al disastro i partiti disposti ad appoggiare la Troika e far divampare l’antieuropeismo, le posizioni radicali  o ad attizzare e dare fiato persino al nazismo. Tutte cose che certo suscitano preoccupazione, ma vanno viste dentro il contesto provocato da assurde ricette. E che purtroppo in Italia possono dare vigore a quel mondo oscuro, sempre presente sottotraccia, che ha sempre sperato di determinare o impedire i cambiamenti a suon di bombe e di pistole.

La direttiva insomma è mettere paura, cercare di insinuare l’idea che o si mangia questa minestra o si va incontro al disastro, che solo ubbidendo alla Bce e alla finanza c’è speranza di salvare l’Euro, che solo la Merkel ha la situazione sotto controllo. La tecnica e la tattica sono le solite, e vengono naturalmente propagandate dai centri di potere che detengono i media, ma l’Europa, tutta intera sta cambiando e l’unica cosa che ha sotto controllo la Merkel sono i suoi errori. Ci vorrà tempo per comprendere l’enorme danno che questa signora ha fatto all’Europa e alla suo progetto. E forse ancora più tempo per comprendere quanti danni abbia fatto alla stessa Germania. E se proprio si vuole cedere alla paura, non bisogna avere paura di ciò che ci dicono, ma di ciò che ci fanno.

* befiehlt  (si legge befilt) = ordina

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