Site icon il Simplicissimus

Suicidati – Italia

Qualche giorno fa , durante la sua visita a Napoli e Pompei,  Monti è stato accolto dal tentativo di suicidio di un disabile, ormai costretto alla fame. Ma l’episodio, che giunge dopo una vera strage per motivi economici,  non sembra aver indotto il premier a prendere atto di una realtà che va oltre i valori numerici. Ad avere, come dire, un sussulto di umanità. Anzi durante la visita per presentare un piano per Pompei interamente finanziato dall’Europa – visto che da noi la cultura non si mangia e quindi non si aiuta, nonostante la ricchezza che potrebbe portare – è apparso ancor più “automatico” del solito profferendo significative e innovative considerazioni:  «La situazione al sud è più seria che altrove», oppure  “Questo è un sito che è necessario che rimanga in piedi”. E superando ogni più rosea previsione, si è slanciato sul piano della filosofia analitica, dicendo qualcosa che un giorno sarà studiato alla Bocconi: « la brevità è condizione per non perdere tempo» .

Certo . come sostiene lo stesso premier, gli italiani non sono del tutto pronti a comprendere queste gemme di intelligenza e il governo ne è consapevole, infatti si rifiuta di spiegare il significato delle manovre in atto  e della tesi che rendere del tutto liberi i licenziamenti porti alle assunzioni, perché “sono cose difficili”. Ma in generale ministri, sotto ministri  e sottocosi,  hanno tutti quell’arietta di concedere perle ai porci, specialmente la Fornero che deve avere esperienze nei due campi, oltre che in quello delle concessioni.

Ma in ogni caso l’ondata di suicidi per ragioni economiche dovrebbe suggerire a governanti, non dico dotati di sensibilità umana, ma politica, che qualcosa non funziona, dovrebbe suonare come una sirena d’allarme che rivela qualcosa di molto significativo sulle condizioni alle quali si sta portando il Paese. Sono un dato aggregato  certo più sostanzioso delle vacuità astratte in base alle quali si ragiona, sono il sintomo che si sta sbagliando strada, che si è guardato troppo ai diktat della Bce e nel contempo a quelli della razza padrona che per tanto tempo ha sgovernato l’Italia. E dovrebbe dire molte cose a coloro che sostengono l’esecutivo, condividendone le ricette o non avendone di proprie, o – che è il caso più straordinario -avendone, ma senza crederci. Certo per raggiungere questa consapevolezza bisogna ricorrere di nuovo alla filosofia analitica: “l’intelligenza è condizione per capire le cose” .

Adesso che mi sono tolto anche io la soddisfazione di regalare una perla ai porci, inserisco l’elenco dei suicidi di questi quasi cento giorni del 2012, così tanto perché rimanga agli atti e perché  siamo in tempo di via crucis, intendo quella vera, non il costoso spot patinato del Vaticano. E anche perché quando accadrà all’Italia, non ci si accontenti delle apparenze, ma si cerchino gli assassini.
2 gennaio, Bari
Un 73enne si getta dal balcone di casa dopo avere ricevuto dall’Inps la richiesta di restituire 5mila euro.

7 gennaio, Matera
A Policoro (Matera) un operaio edile di 58 anni tenta il suicidio con un colpo di pistola all’addome. Temeva che con la riforma della previdenza non sarebbe più potuto andare in pensione.

8 gennaio, Bari
Antonia Azzolini, 69 anni, e il marito Salvatore De Salvo, 64 anni, si suicidano lo stesso giorno, lei con barbiturici in una stanza di albergo della città, lui in mare lungo il litorale. La coppia aveva gravi difficoltà economiche da quando, nel 2004, De Salvo aveva perso il lavoro di rappresentante di tessuti.

10 gennaio, Crotone
A Ciro’ Marina (Crotone) un cinquantenne da poco licenziato tenta il suicidio con un grosso quantitativo di
ansiolitici. Lo salvano i carabinieri, chiamati da un trisettimanale locale cui l’uomo aveva mandato un’email in cui annunciava il gesto.

13 febbraio, Catania
A Paternò (Catania) un piccolo imprenditore di 57 anni si impicca a una corda legata ad un muletto. Era in
preda alla disperazione a causa dei debiti della sua azienda di macchinari per l’agricoltura ad Acireale.

17 febbraio, Napoli
Un uomo da tempo disoccupato tenta il suicidio con il gas in casa. E’ la polizia, allertata dai vicini, a fermarlo.

21 febbraio, Trento
Un piccolo imprenditore, schiacciato dai debiti, si getta sotto un treno alla stazione. Lo salvano gli agenti della Polfer.

25 febbraio, Sanremo
Un elettricista di 47 anni, Alessandro F., si spara un colpo di pistola in bocca. Era stato licenziato da un’azienda di Taggia.

26 febbraio, Firenze
Un imprenditore di 64 anni si impicca nel capannone della sua azienda. Aveva problemi economici.

9 marzo, Taranto
A Ginosa Marina il titolare di un negozio di abbigliamento, Vincenzo Di Tinco, si impicca a un albero. Si era visto rifiutare da una banca un prestito di poco piu’ di mille euro.

15 marzo, Lucca 
Un’infermiera di 37 anni tenta il suicidio ingerendo un liquido tossico. Aveva perso il lavoro che aveva in un ospedale della provincia di Lucca.

22 marzo, Genova
Un disoccupato di 45 anni sale su un traliccio alla periferia della citta’ e minaccia di uccidersi. Chiede aiuto per comperare scarpette ortopediche alla figlia malata.

27 marzo, Trani
Un uomo di 49 anni si suicida lanciandosi dal balcone di casa. Di professione imbianchino, da tempo non riusciva a trovare lavoro.

28 marzo, Bologna
Un artigiano di 58 anni di Ozzano Emilia, G.C., si da’ fuoco nel parcheggio dell’Agenzia delle entrate, in via Paolo Nanni Costa. Aveva una pendenza con il fisco di 104mila euro e un processo, chiuso proprio quel giorno con una condanna, per false fatturazioni.

29 marzo, Verona
Un operaio edile di 27 anni, di origini marocchine, si da’ fuoco alle gambe e alla testa dopo essersi cosparso di benzina nei pressi del municipio di Verona. L’uomo non riceveva da quattro mesi lo stipendio dal consorzio cooperativo di servizi d’impresa in cui lavora.

3 aprile, Gela
Nunzia C., anziana 80enne, si suicida lanciandosi dal quarto piano di un palazzo. L’Inps le aveva decurtato la pensione di 200 euro, dopo la morte del marito, e la donna aveva paura di non riuscire ad arrivare a fine mese.

3 aprile, Roma
Un artigiano di 57 anni si è impiccato all’interno della sua bottega. A trovare il suo corpo ciondolante, legate a una corda fissata al soffitto del suo negozio, il figlio. Accanto al suo corpo un biglietto in cui l’uomo spiegava il gesto: ”problemi economici insormontabili”, debiti e troppe tasse.

4 aprile, Lecco
Un imprenditore milanese di 42 anni si è buttato da un ponte a Paderno D’Adda (Lecco) perché stremato dalle difficoltà nella sua attività.

4 aprile, Roma
Un imprenditore si è ucciso alla periferia di Roma con un colpo di arma da fuoco. All’origine del gesto problemi economici che avevano investito la sua attività.

4 aprile, Milano
Un uomo di 51 anni si è tolto la vita, a Milano, in seguito alla perdita del lavoro e alla separazione dalla moglie. Si è impiccato a una trave di una cantina a uso comune nel condominio in cui viveva con gli anziani genitori da quando si era separato.

5 aprile, Savona
Un artigiano edile di 52 anni si è impiccato all’interno del cantiere allestito in un appartamento che stava ristrutturando nel savonese. Secondo i suoi colleghi di lavoro a spingere l’uomo al suicidio sarebbero stati i problemi economici e due figli minorenni da mantenere.

5 aprile, Bolzano
Un uomo di 39 anni, residente in Val di Fiemme, in Trentino, è morto tra le fiamme nella sua auto a Bolzano. Si sarebbe volontariamente tolto la vita per motivi economici. Aveva pesanti debiti personali a cui probabilmente non riusciva più a far fronte.

6 aprile, Bologna
Giuseppe C., 58 anni, è morto 9 giorni dopo essersi dato fuoco dentro la sua auto davanti alla sede della commissione tributaria di Bologna. L’uomo era tormentato dalle pendenze con il Fisco.

Exit mobile version