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Corruzione: tutto slitta a dopo le urne

Come volevasi dimostrare mentre il governo ha una fretta dannata di distruggere le tutele del lavoro, se la prende invece molto calma con la corruzione. Tre settimane fa la Severino disse che i provvedimenti anti corruzione sarebbero stati il suo unico pensiero e il fatto che si volesse derubricare il reato di concussione facevano pensare che effettivamente il ministro se ne stesse occupando a tempo pieno e non solo a contratto. Anche con la geniale trovata di renderla penalmente irrilevante e di stroncare le intercettazioni per evitare anche quelle indagini pallose che non si sa mai a cosa portano.

Certo un altro bel peso in capo ai partiti che votano senza se, senza ma e senza testa, ma adesso si apprende che probabilmente l’esame del dll sarà rinviato a dopo le elezioni amministrative, durante le quali tutti potranno fare finta di avere l’unico scopo nella vita di debellare la corruzione. Soprattutto i corrotti. Poi passata la tornata, gabbato l’elettore.

Ma probabilmente questa è solo un’indebita malizia. Forse il ministro Severino pensa molto lentamente, forse non si vuole correre il rischio di ostacolare la festa all’articolo 18, forse si vuole dare tempo ai corrotti di pentirsi o  si attende l’enciclica Sollicitudo Silvii atque comitatus miraculi. Fatto sta che  i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera scriveranno al governo per chiedere lumi sul verminaio che già s’intuisce.

Alla fine vuoi vedere che l’unica cosa che effettivamente ci chiede l’Europa non sarà fatta? Anzi dal momento che ci siamo possiamo immaginare una soluzione  che forse al governo e ai suoi sostenitori non dispiacerà: applichiamo l’articolo 18 non a chi lavora ma a corrotti e corruttori, giusto per ristabilire un minimo di equità.Niente licenziamento senza ingiusta causa.

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