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Lavoro, l’elemosina di governo

Oggi è il giorno dell’ennesima presa un giro. Come giustamente dice Anna Lombroso, il disprezzo che i tecnici, spesso solo sedicenti, hanno per il lavoro porterà la Fornero a mettere in campo due miliardi per l’aiuto alla disoccupazione, in cambio della giubilazione dell’articolo 18. Come, quando, perché non è dato sapere ed è probabile che ci si debba chiedere anche se e per quanto tempo. Ma l’importante è capire che l’Italia è di gran lunga il Paese europeo che spende meno per il sostegno ai disoccupati e che dunque le proposte del governo sono assolutamente risibili.

Proprio qualche settimana fa l’Ocse ci ha classificato come il fanalino di coda con appena lo 0,4% del Pil dedicato a questo capitolo contro il 3,1 del Belgio, l’1,9 dell’ Olanda, il 2,2 della Spagna, l’1,4 di Francia e Germania, l’1 abbondante di Austria e Danimarca.  Due miliardi significa portare questa cifra allo 0,5 per cento ecco perché si tratta di un’elemosina o peggio ancora di un espediente, di uno squallido pretesto per indurre i sindacati bianchi di don Bonanni e il Pd a cedere su tutto il fronte.

In questo momento i disoccupati “ufficiali” in Italia sono 2.713. 749 più 3.118. 297 lavoratori precari che più o meno entrano ed escono dallo stato di disoccupazione.  Ora due miliardi significa che per ogni disoccupato sono disponibili 864,42 euro all’anno grazie ai quali verrà probabilmente assicurato il caffè con mezza brioche per il sostentamento. Inutile sottolineare che due miliardi sono parecchio meno delle spese vive che vengono affrontate annualmente per il Parlamento, il Quirinale e i voli di Stato.

Ora voglio portare alla vostra attenzione questo grafico che ho composto proprio stamattina:

 

Come si vede siamo al livello più basso, anche tenendo conto che tutti i Paesi considerati hanno strumenti diversi per la disoccupazione di lungo periodo, compresa la Gran Bretagna.

Anche in cifra assoluta siamo agli ultimissimi posti pure in confronto con Paesi che hanno un sesto o anche meno della popolazione: di fatto siamo superiori solo all’Austria e alla Danimarca che hanno rispettivamente 8 e 5 milioni di abitanti:

 

 

Però se andiamo a leggere la cifra pro capite che ogni cittadino spende in un anno per alleviare la disoccupazione ci accorgiamo di essere davvero nello sprofondo:

Avrete visto che ciascun grafico ha una linea di tendenza: a seconda del criterio adottato un Paese può essere sopra o sotto questa linea, ma l’Italia è sempre comunque sotto e di gran lunga rispetto agli altri, segno che proprio da qualunque punto la si volti e la si giri, le nostre politiche di sostegno al lavoro sono tutte da rivedere.

Se l’aritmetica potesse prendere  voce dovrebbe consigliare le parti sociali e i partiti che dicono di avere attenzione alle condizioni e ai diritti del lavoro, di non cadere nella trappola: se volessimo tutelare la disoccupazione come Francia e Germania dovremmo stanziare almeno 15 miliardi, altro che due. Ma purtroppo questi soggetti sono così insicuri e così lontani ormai dalla realtà che accetteranno anche questa ignobile mancetta della Fornero per giustificare la loro incapacità di resistere. Intascheranno i due miliardi come camerieri dei camerieri di Bruxelles.

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