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Salari, la truffa mediatica

La rivelazione che i salari italiani sono tra i più bassi tra i Paesi industrializzati viene a puntino per sostenere una tesi stravagante e controfattuale: che sia colpa dell’articolo 18 e che il disastro della Grecia sia dovuta proprio ai salari troppo alti. Come se la Germania li avesse bassi o il Portogallo altissimi. E’ l’ennesima bugia mediatica questa volta “somministrata” con cinico e generale  tempismo per sostenere l’ennesimo massacro di diritti che il governo dei burattini della Bce sta attuando.

Questi dati infatti erano già ampiamente noti e pubblicati. Ecco qui un pezzo apposito del Sole 24 Ore del maggio 2009. Ma non solo:  la sgradita novella era arrivata anche un anno prima, come si può vedere qui da questo articolo de La Stampa del 2008, ma anche l’anno prima e quello prima ancora. Ecco il lancio Ansa del 3 aprile del 2006:

OCSE: CROLLANO I SALARI IN ITALIA, SORPASSO DELLA GRECIA 

ROMA – Crolla il potere di acquisto degli stipendi degli italiani: nella classifica Ocse, il livello delle nostre buste-paga scivola quasi in coda alla classifica. Siamo al 23/o posto tra i 30 paesi industrializzati, dietro non solo a Germania, Francia, Giappone, Usa ma anche Spagna e Grecia. 

Lo dimostra una tabella contenuta nel rapporto Ocse sui prelievi fiscali sui salari. L’organizzazione di Parigi ha calcolato “la media annuale delle retribuzioni per una persona single senza figli”. I salari, calcolati sia al lordo che al netto, sono espressi dall’ Ocse in dollari e valutando la parità del potere di acquisto. Traducendo i salari in euro, un italiano guadagna al netto mediamente 16.242 euro l’;anno, circa 1.350 euro al mese, compresa la tredicesima. Ovvero il 42,1% meno dei coreani, che spiccano in vetta alla classifica insieme agli inglesi. la differenza con la busta-paga di un tedesco è del 23,5%, con quella di un francese del 17,6%. 

Ma davanti agli italiani in questa classifica troviamo anche spagnoli, greci, irlandesi. Per non parlare poi dell’area scandinava, di Usa e Canada, o di Paesi in cui da sempre gli stipendi sono più sostanziosi, come in Svizzera e in Giappone. I soli sette Paesi dove, a parità di potere di acquisto, i salari risultano inferiori a quelli del nostro Paese sono: Portogallo, Turchia, Repubblica Ceca, Polonia, Messico, Slovacchia, Ungheria. 

La cosa forse è sfuggita perché si era alla vigilia delle elezioni politiche o molto più probabilmente perché i gruppi di interesse che dominano i media italiani non avevano voglia di farlo sapere.

La cosa curiosa è che in realtà il declino costante di salari e stipendi italiani è iniziata esattamente da quando si sono cominciate ad introdurre le forme di flessibilità e la precarizzazione del lavoro. Vale a dire quando si sono introdotte proprio quelle ricette attraverso le quali si vorrebbe ora curare il disastro che hanno provocato. Uno studio Eurispes che vi allego qui EurispesStudiosalari dimostra che già dal 2000 i nostri salari hanno cominciato a perdere terreno. Ecco comunque una tabella fra le tante che dimostra come la dinamica salariale fosse ben nota:

Se tutto questo ti stupisce, vuol dire che sei vittima della truffa mediatica e dei truffatori di conoscenza che dominano da troppo tempo in questo Paese. Ma è una truffa che non può essere denunciata ai carabinieri, che può essere denunciata solo al rimasuglio di onestà intellettuale e di buona coscienza che forse ancora sopravvive in qualcuno di noi. Non certo in chi ci governa che tenta di venderci la fontana di Trevi, se magari non l’ha già svenduta a qualcuno.

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