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Corruzione e farmacie

Qualche mese fa ci chiedevamo che caspita di Paese fossimo per meritarci un  governo così. Ora la domanda si ribalta e diventa che cavolo di governo abbiamo per meritarci di essere un Paese così. Vale a dire un Paese in cui il ministro della giustizia dice che si occuperà della corruzione dilagante, anzi sarà il suo “unico pensiero”, frase dai contorni inquietanti, ma solo dopo le liberalizzazioni.

Insomma taxi e farmacie sono più importanti di quello che è uno dei principali problemi italiani e anche tra quelli che sottraggono immense risorse alle casse dello stato. Ora mi chiedo come mai  il ministro debba sottostare in maniera così pedissequa ai dettami della Bce, che peraltro li ha ribaditi anche per Grecia e Portogallo, come fossero cose vitali e di suprema urgenza. Forse si devono proteggere affari già pronti per l’apertura di farmacie megastore a cura – faccio nomi non a caso – Celesio, DocMorris, Adventa dietro cui si nascondono le multinazionali del farmaco interessante a mantenere i prezzi alti e far si che semmai vengano rosicchiate le quote commerciali della distribuzione e del farmacista? Perché davvero non si spiega quest’ansia liberalizzante visto che le grandi catene del farmaco tendono a far diminuire i punti vendita piuttosto che aumentarli come si può vedere dal  prospetto a fianco. L’Italia ha più farmacie per abitante di Germania, Gran Bretagna, Austria, paesi Scandinavi. E si vede pure che la Grecia  è di gran lunga il Paese europeo con il maggior numero di farmacie per abitante. Eppure anche lì la troika si prende il disturbo di  imporre la liberalizzazione. No, decisamente qualcosa non funziona. Ed è evidente che rinviare il problema del “degrado ambientale” italiano e non  firmare nemmeno la convenzione europea anticorruzione , in attesa di risolvere il cocente problema di taxi e farmacie suona assai poco convincente. Specie se viene da un ministro di note frequentazioni berlusconiane che ha appena finito di dichiarare che il “certificato antimafia non è un tabù”. così come l’articolo 18: questi professori sono così onesti, intelligenti e originali che ripetono sempre le stesse. E’ la ripetizione aiuta a mentire.

Forse la Severino è d’accordo con Bismarck il quale sosteneva che meno la gente sa come vengono fatte leggi e salsicce meglio dorme la notte. Ma questa è solo una delle tante domande su certe  strane priorità e ansie del governo tecnico il quale sembra ignorare che mentre non esiste alcun rapporto fra livello di occupazione e livello di tutele, esiste invece una correlazione abbastanza nota fra corruzione e competitività compendiato dalla celebre tabella di Praga. Pazienza avrà ragione G.B.Shaw: il potere non corrompe gli uomini; e tuttavia, se arrivano al potere, gli sciocchi corrompono il potere

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