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Alemanno e il barbecue olimpico

Rosella Roselli per il Simplicissimus

“Il fatto di vedere sulle prime pagine di tanti giornali del Nord un’enfatizzazione dell’emergenza neve è francamente sospetto: non vorrei che ci fosse una strategia nordista per mettere in cattiva luce Roma nel momento in cui si candida per grandi eventi”.
Durante la nevicata di qualche giorno fa a Roma Gianni Alemanno ha trovato il tempo, fra salature e spalature delle strade, risse televisive e fotografie con i turisti, di occuparsi del complotto ordito dai “giornali del Nord” per bruciare la candidatura della città di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020. Dev’essergli sfuggita la lettura degli altri quotidiani, anche locali, nonché la visione dei notiziari di tutta Italia e anche stranieri. Si sa’ c’erano mille cose da fare in quei momenti e instancabile l’attività del sindaco che si materializzava ovunque e a qualunque ora del giorno e della notte, con la pala, col sale con i report dei botanici del comune sui pini di Roma, a garantire di avere la situazione sotto controllo. Ma evidentemente non è bastato, visti i risultati.

Perciò, passata la tempesta e non ancora sciolto l’ultimo strato di ghiaccio sui marciapiedi il nostro sindaco, durante una conferenza stampa tenuta ieri alla Città dello Sport, ha annunciato trionfalmente di dover partecipare accompagnato da Gianni Petrucci, Mario Pescante e Gianni Letta, ad un incontro col presidente del Consiglio Monti, in vista della scadenza del termine di presentazione delle “guarantee’s letters” al Comitato Olimpico, domani 15 febbraio.
Il Governo ha accolto questa forzatura con una smentita, repentina e gelida come l’inverno, comunicando che non c’era nessun incontro in programma. Ma nulla riesce a scoraggiare il nostro super sindaco che sa bene come sia “più importante la risposta dell’incontro” ed in queste pre-olimpiadi è riuscito ad ottenere l’approvazione e il sostegno dei partiti di maggioranza (Pdl, Udc, Pd) che hanno presentato in Parlamento ben tre mozioni in favore della candidatura.
Monti temporeggia riservandosi la decisione, indispettito -per quanto si sa’- dalle pressioni, e perplesso in merito alla spesa, quasi cinque miliardi di euro, che dovrebbe essere sostenuta.

I precedenti, nell’organizzazione di grandi eventi sportivi in Italia, non sono proprio confortanti, né è rassicurante è la quantità e il costo delle varianti in corso d’opera che ha sempre accompagnato la realizzazione degli impianti sportivi e ricettivi, la loro agibilità e la loro utilità reale, dopo. E la situazione è quella che è, specialmente a Roma, dove altri interventi sarebbero sicuramente più necessari, per esempio il potenziamento e la riorganizzazione del trasporto pubblico, la realizzazione o l’acquisizione di case destinate all’emergenza abitativa, la manutenzione delle strade, e via elencando senza dimenticare i monumenti che perdono pezzi, i musei dimenticati, i parchi cittadini abbandonati ed altro ancora.

Ricorderei a Monti, e al sindaco Alemanno, che le Olimpiadi a Roma si fanno ogni giorno, fra corse fra a ostacoli tra le mille barriere architettoniche, salti in alto per attraversare auto in doppia fila che non consentono neanche il passaggio pedonale, maratone per raggiungere abitazioni e posti di lavoro quando non si può aspettare il tempo eterno delle corse degli autobus. Siamo allenati ma stanchi di vedere sempre sul podio dei vincitori i rappresentanti di quelle combriccole che solo per il loro profitto e non certo per amore dello sport e men che meno per il “rilancio dell’economia” approfitterebbero ancora una volta dell’immensa posta in gioco. Vorremmo riposarci un po’, dopo giornate normali, magari aspettando di goderci in televisione le Olimpiadi di Tokio

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