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Ugolini, scuole private al potere

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Licia Satirico per il Simplicissimus

Il conflitto di interessi è politico o tecnico? Certo è che nel nostro Paese i conflitti di interessi sono oggetto di un fenomeno collettivo di rimozione e spesso trasformati in alte cariche dello Stato. Dai conflitti titanici di Berlusconi siamo passati, col governo Monti, a quelli bancari di Corrado Passera e di Elsa Fornero. Ma non è finita: una lettera informa il Simplicissimus che Elena Ugolini, preside del Liceo privato paritario Malpighi di Bologna, è stata nominata sottosegretaria all’istruzione.

Nulla di nuovo sotto il sole, si potrebbe obiettare: da anni le misure governative di finanziamento di scuola e università private si accompagnano meticolosamente al decadimento strutturale di scuola e università pubbliche, evidenziando la tentazione prepotente (tecnica o politica?) di trasformare l’istruzione in un lusso non paritetico per abbienti anche indolenti. Limitandoci a citare i precedenti più eclatanti, possiamo collocare Letizia Moratti e Mariastella Gelmini sul podio dei demolitori dell’istruzione pubblica. Donna Letizia – già nota per aver legalmente riconosciuto l’ateneo dei Legionari di Cristo – tradusse in legge i contributi alle scuole private, destinando 30 milioni di euro -dal 2003 al 2005- ai rimborsi delle rette pagate dai genitori degli iscritti a scuole parificate. La ministra Gelmini, rigorosissima nel taglio di centinaia di cattedre scolastiche, nel 2010 salvò dalla falcidie prima gli insegnanti di religione immessi in massa dalla Moratti (a cui riservò anche un congruo aumento di stipendio) e poi gli atenei privati legalmente riconosciuti, omaggiati di un finanziamento di 25 milioni di euro. Per il solo anno scolastico 2010-2011, lo stanziamento in favore delle scuole parificate di ogni ordine e grado è stato di oltre 95 milioni di euro.

D’altronde, anche quest’anno il maxiemendamento alla legge di stabilità, approvato il giorno stesso delle dimissioni di Silvio Berlusconi, si è preoccupato in extremis di donare disinvoltamente 242 milioni di euro alle scuole paritarie, confermando un’impressione che si traduce ancora una volta in cifre: l’ammontare dei tagli da serial killer apportati dal precedente governo all’istruzione pubblica corrisponde a circa otto miliardi e mezzo di euro in tre anni. Oggi la scuola pubblica non può garantire il tempo pieno, le attività di laboratorio, l’assistenza ai disabili e persino l’ordinario assetto delle attività didattiche e amministrative. Se la tendenza non viene invertita, e poco conta che la scelta sia tecnica o politica, la scuola pubblica – come l’università pubblica – diventerà un fantasma ingombrante, malamente agitato da povertà materiale, strutturale e culturale. Riuscirà il sottosegretario Ugolini, rinnegando la sua provenienza “parziale”, a neutralizzare il tentato autodafé dell’istruzione pubblica di ogni ordine e grado? Dubitare, e vigilare, è più che lecito: è addirittura doveroso.

Il documento delle associazioni scolastiche che denunciano la vicenda della sottosegretaria Ugolini, con alcune gustose notizie sulla scuola privata e cattolica da cui proviene. Una scuola con il 100% di promozioni e rette alte: due circostanze assolutamete casuali.

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