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Impressionante

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Impressionante. Così avrebbe detto Angela Merkel dopo aver appreso i particolari del piano di Monti. Ma in realtà la parola usata significa suggestivo o efficace se non applicata a qualcosa di già compiuto. Però mica dobbiamo fare le pulci alle traduzioni enfatiche, perché in effetti quello che si sta delineando è davvero impressionante. Purtroppo per banalità, iniquità sostanziale, incapacità di affrontare i problemi veri del Paese.

Stiamo assistendo a una raccolta di denari che per la gran parte colpisce tutti, a un taglio alle pensioni peraltro già mess0 a punto da Berlusconi, ma solo accelerato nei tempi, si parla di sgravi irpef  da recuperare abbondantemente attraverso aumenti dell’Iva, di ticket sanitari da far amorevolmente crescere. La patrimoniale ci sarà, ma accollata sulla testa di tutti, di chi ha pagato anche troppo come di quelli che non hanno pagato nulla o molto meno di quanto avrebbero dovuto. L’equità si riduce a questo.

Sebbene tecnici si avverte l’affiorare prepotente del politichese: di fronte alla chiusura di Termini Imerese la neo ministra Fornario  non l’ha mandata a dire alla Fiat:  “il governo segue la vicenda ed è pronto a costruire contributi costruttivi alla vicenda”, seguito da un appello durissimo : ” Le imprese non lascino il Paese”. E questo di fronte a una Fiat che sfacciatamente  chiede soldi pubblici per accompagnare alla pensione gli operai più vicini al traguardo prima di fuggire dall’Italia come è fin troppo chiaro.

Così il gabinetto di emergenza si contenta di prendere il plauso formale di Merkozy che peraltro non impressiona più di tanto i mercati e che dà francamente l’impressione che i due vogliono scaricare sull’Italia i sacrifici che non possono chiedere in casa loro nella speranza che  che questo arresti la frana a cui va incontro l’Europa e li salvi. Del resto prima del sorriso di compatimento nei confronti del clown italiano, quanti attestati sono stati dati a Silvio da Barroso e dagli stessi Nicolas e Angela? Ovvero dai deludenti nocchieri di una crisi nella quale hanno sbagliato quasi tutto ciò che si poteva sbagliare.

Quando una ventina di giorni fa avevo fatto un video in cui Monti era paragonato a Badoglio volevo un po’ scherzare sull’uscita di scena di Berlusconi. Ma giorno dopo giorno è abbastanza evidente che i tecnici sono stati chiamati a casa già allagata, troppo tardi e forse troppo soggetti al condizionamento di Berlusconi e all’assenza della sinistra, forse troppo vissuti dentro le teorie. Probabilmente smarriti anch’essi da una realtà così spietata con le illusioni dottrinarie e spaventati dal potere. Forse sempre più consapevoli di essere l’ora che precede la notte e non le luci dell’alba.

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