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Ghe pensa lù

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Il compiacimento tutt’altro che sobrio con cui alcuni giornali salutano l’arrivo di Monti a Bruxelles, ricordano purtroppo certe fasi del tardo berlusconismo: ghe pensa lù che in Europa è di casa. E’ evidente che abbiamo bisogno di un lungo periodo di deberlusconizzazione, di ritorno alla realtà e all “intelligenza” delle cose offuscata per molti anni da un’ottusa assertività. La stessa che ha riempito la classe dirigente di questo Paese di ignobili cialtroni a cui né gli elettori, né i media hanno chiesto i motivi e le circostanze delle loro parole e parolacce.

Abituati a non pensare ci stanno servendo un’altra favola: che un tecnico con molte conoscenze nel campo della finanza possa risolvere i problemi che ci trasciniamo da quasi tre decenni. Problemi enormi che vanno da un’economia minuta costruitasi attorno all’evasione fiscale, al magna magna osceno del milieu politico dalla grande opera alla rotonda, dall’assenza di un welfare efficace mai costruito perché era assai più conveniente uno stato sociale ad personam  pensato e costruito in vista del voto di scambio. Con tutte le conseguenze del caso, come ad esempio la fetta sempre più impressionante di economia criminale.

Tutto questo ha ridotto un Paese con enormi potenzialità e risorse ad una specie di larva incapace di reagire e alla disperata ricerca di qualcuno in cui credere, visto che di noi stessi, dopo tanti errori, non è il caso di fidarsi troppo. Parlo collettivamente, non dei singoli.  Monti farà qual che potrà, ma è molto poco: racimolare denaro dai soliti noti perché dagli altri non verranno che briciole.  L’uomo non è in  grado di promuovere una palingenesi del Paese, né di proporre ricette diverse da quelle che egli stesso ha appoggiato lungo il corso degli anni e se può avere la personale simpatia e stima della finanza e dei potenti, è ora a capo di un’Italia di cui nessuno si fida perché troppo a lungo si è fidata di un venditore di tappeti che ha nascosto i problemi come la polvere.

Quindi è inutile aspettarsi miracoli: l’Europa politica non esiste c’è solo quella del denaro visto come suprema e decisiva istanza, fede di cui peraltro lo stesso Monti è stato devoto sacerdote. E il denaro nessuno lo vuole regalare. Possiamo certo aggiustare il bilancio dello Stato come ci viene chiesto, ma sappiamo altrettanto bene che questo provocherà recessione e dunque un nuovo problema ancora più acuto. Ma questo assurdo comma 22 non può essere risolto dai singoli governanti, quasi tutti di destra, quasi tutti preda delle contraddizioni del liberismo come conigli abbagliati, quasi tutti in crisi di consenso e tutti non all’altezza della situazione. Per risolvere il dilemma ci vorrebbe un’Europa che non c’è e che è impossibile costruire in queste condizioni.

La competenza alla quale adesso ci abbarchiamo dopo una lunga parentesi di irresponsabilità collettiva, arriva comunque troppo tardi e forse anche dalla parte sbagliata per potersi aspettare miracoli. E non so quanto sia saggio sospendere la politica, accendere la candela votiva, in attesa di essere salvati. Anzi proprio questo potrebbe rivelarsi l’ultimo errore.

 

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