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Maroni, la Luisona del Bar sport

Povera Maria Antonietta, non solo è stata decapitata, ma ha anche perso il podio per aver detto la più grande cretineria che la storia ricordi: se il popolo non ha pane che mangi brioches.  Il ministro Maroni l’ha superata sostenendo che per manifestare in piazza si dovrebbero avere garanzie patrimoniali. Disgraziatamente la regina di Francia non era così ottusa da parlare di brioches di fronte ai tumulti, la frase le è stata messa in bocca dai detrattori. Invece il nostro ministro dell’interno la sua storica idiozia l’ha detta davvero assicurandosi così l’immortalità che si merita. Questi appena aprono bocca si detraggono da soli.

Il convento italiano serve la minestra che ha ed è inutile mettersi a discutere sul sugo di rapa con toni da gourmet. E del resto nemmeno Maria Antonietta avrebbe preteso che solo i nobili potessero fare i sanculotte, sarebbe stato troppo cretino anche per l’ancien regime. Ma il caso Maroni è esemplare, valica il confine della stronzata del giorno o del mese o dell’anno alla quale siamo ormai assuefatti. Perché il ministro dell’interno è stato in Parlamento come la mitica Luisona che da dodici anni giace nel cabaret del  bar sport di Benni. A vederla, spolverata ogni giorno con amorevole cura, sembra anche mangiabile, ma se davvero qualcuno se la mette in bocca, viene preso dalla diarrea eterna. Nel romanzo capita a un rappresentante di Milano, nella realtà capita all’Italia.

Maroni è stato considerato un leghista ragionevole perché non si è lasciato andare a dichiarazioni da carta igienica sulla bandiera, perché non ha rizzato il dito medio in un’eterna paresi politica, non infarcisce discorsi con cazzo, stronzo, culattone, merda e via andare. Così quelli che considerano la Lega una costola della sinistra semplicemente perché non ricordano più cosa sia la sinistra, se mai l’hanno saputo, si sono profusi in elogi della ragionevole Luisona e gli hanno tenuto bordone non solo nella incapacità di gestire i momenti caldi dell’immigrazione, ma anche in quella commediola antimafia, consistente nella cattura di ex boss latitanti e ormai fuori da ogni giro. Per non dire del riflesso di casta che sorvola sulle sciocchezze più assurde dei colleghi: se non mi metto a ridere delle idiozie altrui può darsi che passi per intelligente anche io. Ma sì facciamo finta. Anzi dopo tutto la Luisona che sembra un ministro può essere anche presidente del consiglio.

Però quando capita l’occasione e si vuole assaggiare la pasta stantia sono dolori. Che non si sa come curare perché ormai anche  per accedere agli ospedali si rischia di aver bisogno di garanzie patrimoniali.  Ma capita così quando il Parlamento cambia ragione sociale e mette l’insegna Bar Sport.

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