Annunci

Il più antico mestiere del mondo

Forse perché è dotato di una faccia che ricorda quelle patibolari degli atlanti fisiognomici di Cesare Lombroso, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha bisogno di un “uomo immagine”. E siccome l’immagine è tutto nel tempo del berlusconismo, lo paga più di qualsiasi altro dipendente in ragione della professionalità e del contratto giornalistico: 170.000 euro l’anno secondo L’Espresso che ha tirato fuori la faccenda, 122.000 secondo quanto afferma l’uomo immagine, ma a leggere la delibera di giunta n. 19 dell’8 febbraio 2011, si arriva molto più in su visto che l’emolumento lordo arriva ai 280 mila euro.

Sono preciso perché il sindaco Tosi largheggia con le querele, visto che poi le addebita al Comune, cioè ai cittadini:  come si vede benissimo da questa vicenda del’addetto stampa il primo cittadino leghista e fascistoide non si fa certo frenare dalla crisi per le sue spese pazze.

Questa però è solo una parte della storia, quella che conosciamo meglio: il banchetto sfacciato di uomini mediocri che nel vuoto politico del berlusconismo sono arrivati alla mensa e si ingozzano grazie all’impunità di cui godono.

L’altra parte riguarda invece l’uomo immagine, ovvero l’addetto Stampa che risponde al nome di Roberto Bolis. Giornalista enogastronomico, dunque ideale per il mangia e bevi della politica, narra una storia italiana che parte dalla perdita di ideali e valori per approdare al nichilismo opportunista e ingordo dell’era berlusconiana. Già perché Bolis non solo è stato giornalista dell’Unità, ma anche capogruppo del Pci  in Provincia a Treviso, continuando l’attività politica fino al 1990. Poi il solito percorso di degrado ideologico fino ad arrivare in casa del fascio leghista Tosi.

Quando era capogruppo del Pci aveva come avversario il presidente della Provincia, il doroteo (la destra Dc, sintetizzando per i più giovani) Carlo Bernini che poi diventerà presidente della Regione e approderà al Parlamento prima con la Dc, poi dopo anni di “ritiro” in seguito al coinvolgimento in tangentopoli, con l’Udc e infine col Pdl.

Bernini è morto all’inizio di quest’anno e Rotondi che invece è ancora in vita, anche se con l’encefalogramma piatto, ne ha delineato il ricordo: uomo colto e intelligentissimo: fu sua l’intuizione del berlusconismo come prosecuzione eretica ma duratura della Dc.  Alla faccia della cultura e dell’intelligenza, ma insomma è pur sempre Rotondi. Però l’uomo immagine di Tosi che era stato suo irriducibile avversario conferma:  “Un uomo intelligente, infaticabile,certamente il più moderno e dal pensiero lungo”.  Immagino lungo fino a 170 mila euro, visto che l’unica impresa per la quale Bernini si è distinto (oltre alle tangenti per la bretella autostradale di Tessera) è stato il fallimento con sospensione della licenza della compagnia low cost Myair.

Forse davvero è meglio lasciar perdere certi sguardi lunghi e dedicarsi all’opera di presidente della stampa agroalimentare veneta e alle “Buone tavole dei Berici”, manifestazione enogastronomica promossa da Bolis e che si compone di visite ai ristoranti più “in” della zona: il 29 si andrà all’Antica Osteria da Penacio. Prosit

Senza dimenticare la mensa principale quella del Comune di Verona per la quale Bolis usa parole da tre stelle: ” Tosi, come la Lega, è l’identità più giovane della passione politica più antica”. Ma va, forse del più antico mestiere del mondo.

 

Annunci

Informazioni su ilsimplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come. Vedi tutti gli articoli di ilsimplicissimus

2 responses to “Il più antico mestiere del mondo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: