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I quadrumviri del berlusconismo affondano l’articolo 18

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La manovra la fa Tremonti. O almeno così vorrebbe far credere portando a dimostrazione di questo realtà tutta l’incoerenza e l’approssimazione di un fiscalista giunto al proprio livello di incompetenza come prescrive la legge di Peter. Ma anche questo non è vero: se il buon Giulio si da da fare come può con le cifre, la sostanza politica della manovra è fatta da un quadrumvirato di macellatori sociali che cito in ordine di importanza: Bonanni, Sacconi, Marcegaglia e Angeletti.

Sono loro che tirano le fila della distruzione dei diritti, attraverso incontri semisegreti, per far sì che alla caduta di Berlusconi si sia già creato il terreno e il presupposto per un nuovo governo di destra o comunque un “fatto compito” che darebbe filo da torcere a un’opposizione magari vincente ma divisa. Quindi non desta alcun stupore  che dopo averlo solennemente negato, sia passata la libertà di licenziare senza giusta causa e stabilendo che gli accordi aziendali possano passare sopra lo statuto dei lavoratori e la stessa Costituzione. Facendo anche strame della rappresentatività sindacale come si può leggere qui

Lo sciopero generale della Cgil si è rivelato così non soltanto giusto, ma premonitore dello scasso che questo personaggi stanno facendo dello stato di diritto approfittando della cosiddetta emergenza. Scasso che oggi riguarda gli Statuti di lavoro, ma che domani può coinvolgere una lunga serie di diritti. Quindi sono avvisati quelli che “non sanno cosa fare” per opporsi a questo stato di cose: scendere in piazza il 6 settembre, senza badare troppo a difendere i propri orticelli che sono già in procinto di essere sterilizzati dal potere.

Già un giorno solo di sciopero è  assai poco se si pensa a cosa sta accendendo, almeno che il numero faccia intendere che sta nascendo un’opposizione forte nel Paese. Opposizione a una oligarchia senza più ritegno che partendo dagli interessi diretti di Marcegaglia (e naturalmente di Berlusconi), passa tecnicamente attraverso  il cosiddetto ministro del Welfare, Sacconi, un compravenduto da sempre e politicamente attraverso attraverso Bonanni, il segretario della Cisl che sta costruendo il terzo polo cattofascista. Non ho parole per il fatto che un sindacato importante si sia messo nelle mani di questo signore che -qui lo dico e non lo nego- è un mentacatto irretito dentro le fila di una setta cattoliche tra le più oscure e integraliste, i neo catecumeni tra le cui regole c’è  la  fedeltà assoluta alla comunità e il  divieto di possedere beni privati. Tutte cose che indicano  il livello di consapevolezza civile del personaggio per non parlare di quella sindacale.

Ecco se uno proprio non sa che pesci pigliare per opporsi a questa Italia, non perda l’occasione di martedì. Per non fare del presente la negazione del proprio  futuro.

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