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Chiediamo scusa a Brunetta

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Bisogna chiedere scusa a Brunetta. La chiedo io al posto di Bossi perché mi vergogno di vivere in un Paese nel quale un ministro dice coram populo a un altro “nano di Venezia, non rompermi i coglioni”. Per quanto possa essere odioso e rancoroso il ministro per la pubblica amministrazione, la sua altezza è solo un tema da osteria. E per quanto Bossi non sia mai davvero uscito da locali che sanno di vino, di estrosità banali e di vaniloqui, forse dovrebbe rendersi conto di non essere al bancone seduto su un trespolo, ma di stare, sia pure immeritatamente  al governo.

Forse bisognerebbe chiedere scusa a Brunetta anche per quei cretino che gli piovono addosso da altri ministri da quel giorno della presentazione della manovra, così intelligente che è stata rifatta  due volte in meno di un mese. E va bene gli chiedo scusa io al posto di Tremonti.

Però Brunetta dovrebbe chiedere scusa agli italiani, per l’ entusiastico fervore messo nella creazione di un Paese dove tutto questo può accadere e dove egli stesso si dedica quasi quotidianamente ad insultare i cittadini.  Se non lo fa si tenga del nano cretino e rompicoglioni. In fondo è sempre meglio che essere Brunetta.

 

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