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Stracquadanio cancella la memoria

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La crisi dev’essere veramente grande se persino il pasionario di Silvio ha deciso di chiudere il suo blog. Si, Straquadanio getta la spugna e abbandona al suo destino  “Il predellino” , quel turibolo in forma di bit che l’onorevole agitava come una vestale del tempio berlusconiano e la cui stessa testata del resto rimandava a una concezione servile.

Vestale sì, ma tutt’altro che vergine perché Straquadanio è uno straordinario voltagabbana che si è passato praticamente tutto l’arco della politica, sempre assolutamente convinto dalle idee di chi gli forniva uno stipendio o una borsa da portare. In questa capacità di mimesi, nell’assenza di convinzioni non monetizzabili, Straquadanio è davvero il prototipo dell’ homo berlusconensis.

E tuttavia i tempi moderni e il web sono abbastanza pericolosi per questi navigatori del fideismo opportunistico, perché ciò che si è detto, rimane a portata di click, non svanisce facilmente dentro gli archivi dei giornali o le memorie compiacenti. Così la chiusura del Predellino non solo è la consapevolezza del ridicolo di cui si coprirebbe in un prossimo futuro da ultimo dei moicani, non solo dimostra l’intenzione di non celebrare più messa e di scomparire dentro gli anfratti carsici della politica, ma anche il tentativo di cancellare il più possibile la memoria.

Già adesso dopo il post di addio, gran parte dei contenuti del blog sono inaccessibili:  tutto cambia e dal predellino Straquadanio tenterà di ricomparire su un inginocchiatoio o su una poltrona Frau, cercando di far dimenticare il suo precedente sacerdozio. Se un giorno qualcuno dovesse  ricordargli il Predellino, gli insulti alla magistratura, le accuse di infedeltà rivolte persino ad Alfano,  tutte cose di cui non saranno rimasti altro che brandelli nel web dopo questa chiusura, magari avrà il coraggio di dire che era solo ironia sparsa senza che nessuno la comprendesse. Peccato che l’ironia la facesse inginocchiato.

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