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Sicurezza leghista: né immigrati, né orsi

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Un nuovo allarme per la sicurezza viene dalla Lega: non sono soltanto gli immigrati a mettere in pericolo la tranquillità delle popolazioni trentine, ma anche gli orsi. Come sanno tutti quelli che sono stati nella regione, basta fare due passi per incontrare orsi feroci, pare che se ne trovino persino al bar. Ed per questo che che la Lega aveva organizzato un banchetto a base di carne di orso a Primiero.

Vedete, uno pensa che si tratti semplicemente delle cazzate di gente che non ha niente di meglio da fare e da pensare che dedicarsi  a questi brividi culinari da affetti di mal dell’agnello e invece non è che un’altra lodevole iniziativa nel solco della securitate maroniana. Almeno gli orsi non possono dichiararsi profughi, sebbene abbiano una dizione migliore di quella di Bossi. E si è trovato anche un esponente leghista, disposto a dichiaralo come un intrepido kamikaze dell’intelligenza: “Per difendere e tutelare le popolazioni nelle zone di montagna del Trentino dalle continue visite degli orsi, noi preferiamo consumarli in questo modo”.  Così parlò un tale Fugatti che a giudicare dal cognome viene da esperienze di consumazioni feline.

Peccato però che la presenza degli orsi proprio perché rara costituisca una risorsa economica per la regione. Ed è anche un peccato che tanto impegno sia stato del tutto inutile perché la carne di orso proveniva dalla Slovenia ed era dunque inutile ai fini di proteggere la popolazione locale dai gravi pericoli che corre quotidianamente.

Strano che la Brambilla così attenta ai cavalli del Palio, non abbia detto nulla degli orsi. Ma una spiegazione c’è: la ministra del turismo si lamentava di esseri viventi che morivano per il divertimento degli uomini. In questo caso era invece per il divertimento dei leghisti, tutta un’altra cosa.

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