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La Vespa Teresa

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La Vespa Teresa, fa l’ingenua. Nega di aver volutamente cercare di fermare il volo di Pisapia, ma crederci è faticoso: quando il gioco si fa duro i servi cominciano a tremare e diventano mollissimi con i loro padroni.

La vicenda è nota  Vespa, sempre così preciso con i suoi plastici, ha preso una svista micidiale. Citando Cinzia Sasso, moglie di Pisapia, ha detto che secondo la consorte il candidato della sinistra sarebbe “incapace di governare”, mentre il testo di agenzia che il “giornalista”  iscritto agli ordini degli Imenotteri leggeva, attribuiva a Berlusconi quella incapacità.

Ora Vespa dice che si scuserà, naturalmente dopo aver fatto il pasticcio e magari cercando di caricare ancora di più l’ “errore”.  Tutti possono sbagliare e tutti sbagliano, ma chissà come mai Vespa non sbaglia mai con Berlusconi e sbaglia invece spesso e volentieri con gli altri. Attribuirgli dunque un credito di buona fede è rischioso come investire in junk bonds.

Del resto  le agenzie vengono lette, vagliate e sottolineate prima di arrivare alla lettura da parte del conduttore: un errore così clamoroso, così privo di senso avrebbe indotto un vero giornalista a leggere meglio. Insomma l’errore avrebbe potuto, anzi avrebbe dovuto essere recuperato subito e non lasciato lì a fermentare nella testa dei telespettatori. La scena (qui) del resto lascia intuire quanto meno la scarsa volontà di essere corretti. Ma Vespa e probabilmente tutto il suo studio non fanno servizio pubblico, ma servizi privati e talora proprio bassi servizi. Infatti dovrebbe chiedere scusa non solo a Pisapia, ma a tutti gli italiani che in definitiva gli pagano il pingue stipendio.

Però lo intuiamo: ora la Vespa Teresa è lì che che recita la farsa dell’ingenuità e magari canticchia ” l’ho preso, l’ho preso”, contento di aver fatto il suo dispetto a Pisapia e l’ennesimo favore a Silvio. Chissà però che prima o poi non tocchi a lui essere preso.

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