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L’Italia in -bile

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Roberta Corradini per il Simplicissimus

Troppo a lungo l’Italia è rimasta il paese delle modificazioni morfologiche. Il suffisso più ricorrente è “bile”: decreto irricevibile, comportamento inqualificabile, linguaggio indicibile, azione ignobile, contegno deprecabile, reo impunibile, avidità insaziabile, debolmente contrastati da animo sensibile, lamentela flebile, indignazione comprensibile, dolore indelebile.

Nel Paese dove il governo fa i calcoli sulla situazione sociale ed economica, dove i lavoratori fanno i calcoli per arrivare a fine mese, dove i disoccupati fanno i calcoli delle probabilità di trovare un posto, gli unici calcoli che tornano sono quelli alla cistifellea. Dove è immagazzinata proprio la bile, elemento indispensabile nel processo digerente.

Ora l’Italia si sta esprimendo, non assiste impassibile, ha appena avuto e a breve riavrà l’occasione per dimostrare che un rinnovamento è possibile, che il futuro del Paese non è immutabile: il cambiamento è accessibile, è un sogno realizzabile. E un progetto apprezzabile è quello che chi è responsabile sia finalmente condannabile.

Spero sia stata un’esposizione intellegibile o perlomeno passabile.  Un vezzo irresistibile, per un’Italia credibile e plausibile.

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