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Le avventure di King Konga

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Si sa che la lotta con gli animali ha sempre affascinato l’uomo. E a parte la corrida le testimonianze delle antiche civiltà sono piene di questi riferimenti a combattimenti con pantere, uri, leoni, orsi. I primi decenni del secolo scorso hanno ampliato questo universo e abbiamo assistito al pugilato tra uomini e canguri o alle fantasie di un confronto con le grandi scimmie, gorilla in testa, da cui poi sono derivate caterve di film e di romanzetti su king kong.

Naturalmente il confronto era solo sul piano fisico: nessuno si sarebbe sognato di chiedere a un canguro a un gorilla  di risolvere un’equazione o di affrontare il problema degli universali, cosa che peraltro nessuno si sognerebbe oggi di chiedere ai ministri dell’istruzione.

Poi il fascino di questo confronto si è via via stemperato, man mano che cambiava l’atteggiamento verso la natura, che si riconoscevano analogie sempre più strette fra gli esseri viventi e che la crudeltà insita in queste fantasie si incarogniva e si banalizzava nelle lotte clandestine tra cani o altri animali.

Da qualche tempo però pare che la televisione ci stia riproponendo questo antico modello di esomachia: alcuni energumeni chissà come finiti tra le elite del Paese sono messi a confronto con uomini e donne a parlare di politica. Gli energumeni soffiano, strepitano, si battono il petto, digrignano, ma non dicono nulla, gli altri tentano di parlare, ma nella canea sono zittiti. Anche perché per indurre i piccoli king kong a misurarsi bisogna che si trascinino dietro l’intera tribù che bercia come un branco di babbuini.

Se gli uomini riescono a farcela è un miracolo e quasi mai accade nelle varie arene predisposte per questi combattimenti, come ad esempio Anno zero . Cosa può un essere umano contro King Konga  Santanché che come tutti i membri della sua specie si placa solo quando le si porge una banana? Evidentemente nulla, ma la cosa fa spettacolo soprattutto quando l’essere urlante si confonde e sbaglia persino bandiera. Non ha importanza: si sa che King Konga non è in grado di elaborare concetti più complessi di io Jane, tu Tarzan. Non è questa prestazione che le si richiede: la gara consiste nel vedere per quanto tempo le urla scomposte dei bruti, soffocheranno le parole.

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