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L’Italia “nominata”: fuori dalla Libia. Ma non è un reality

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Come era stato previsto, annunciato, detto la posizione italiana sulla Libia con la sua ambiguità e i suoi voltafaccia ha fatto una specie di miracolo in negativo: escludere l’Italia dal futuro della Libia, pur essendo il Paese che ha i maggiori interessi nello “scatolone di deserto”  che abbiamo creato dopo la guerra italo-turca del 1911.

Chi troppo vuole nulla stringe e in questo caso il volere troppo di Berlusconi e della sua cricca d’affari, il volerlo con patti praticamente personali con Gheddafi, ci ha messo nelle migliori condizioni di essere in guerra, ma come dei paria, della gente di cui non ci si può fidare. E così il dopo Gheddafi è un fatto che ormai riguarda altri, ci tengono a prudente distanza dai vertici in cui si decide qualcosa.

E’ davvero penoso, vedere il maestro di sci Frattini, il bel ami che è diventato ministro degli Esteri e tutto il display di servi governativi, tentare di presentare questo clamoroso errore, come un tentativo dei cattivi di escludere l’Italia. E’ vero invece il contrario: sono stati gli interessi opachi, le mosse diplomatiche poco accorte, in una parola la cialtroneria di cui siamo stati capaci ad auto escluderci.

Persino la signora Merkel, l’unica alla quale il duo Berlusconi-Frattini si poteva attaccare, ci ha scaricati ben sapendo che qualunque decisione presa dalla Nato verrebbe immediatamente riferita al dittatore libico.

Il problema con il quale il premier si scontra è l’assoluta incapacità di comprendere i rapporti che non siano di corruzione o attinenti alla manipolazione mediatica della realtà. Da troppo tempo è stato in grado di risolvere i propri problemi con l’informazione drogata e con la corruzione, che sia il pagamento del mutuo per gli onorevoli o il panino per i poveri cristi che lo devono osannare.

Ma quando si tratta di avere a che fare con persone che non accettano assegni e nemmeno i venti euro, che non guardano Mediaset o Minzolini, il premier e i suoi uomini, falliscono miseramente, combinano pasticci, si rendono ridicoli. Proprio non capiscono.

Il danno che tutto questo ha procurato e sta procurando al Paese è enorme, anche se ci vorrà tempo per disfare il reality berlusconiano e trovare i detriti maleodoranti che saranno il suo lascito. Alla fine saremo non uno scatolone di sabbia e petrolio, ma uno stivale di sconfitte.

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