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Salviamo l’Italia in italiano

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Libertà e Giustizia ha tutta la mia simpatia. Però francamente non si possono chiedere le dimissioni di Berlusconi in inglese: è come abdicare alla battaglia per la democrazia appellandosi a qualche salvifico al di fuori. E alla fine conferisce a una ottima iniziativa, un che di salottiero, di elitario: esattamente il contrario di ciò di cui avremmo bisogno, cioè  di scuotere gli italiani.

D’accordo che uno degli eminenti firmatari è Paul Ginsborg, ma per Dio, questo riguarda il nostro Paese, la nostra gente, ciò che dobbiamo fare noi. Diciamo in italiano che non vogliamo Berlusconi, perché altrimenti non saremo credibili.

Francamente faccio difficoltà a riconoscermi in un appello che fa dipendere le nostre sorti politiche da altri i quali, peraltro, sono già assai meglio informati degli italiani su ciò che accade e spesso ne hanno un percezione più precisa.

Io davvero non so perché  a sinistra ci sia quasi l’impossibilità di comunicare. E non ci si renda conto che questa è una gaffe clamorosa. Insomma il documento una volta stilato può essere benissimo tradotto in cento lingue senza bisogno di evitare proprio l’unica che avrebbe ogni diritto e ogni opportunità di essere usata.

Senza dire che tutto questo mi sa anche di altro, di una specie di manovrina per tentare di rialzare le vendire piuttosto scarse dell’ultimo libro di Ginsborg “Salviamo l’Italia”.

Si salviamola, ma in italiano per favore. Oh già… please

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