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Delocalizziamo il Parlamento

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Purtroppo la globalizzazione non consente di mantenere intatti salari e diritti. Lo ha detto Marchionne che è uomo d’onore e assieme a lui molti sindacalisti e  politici lo hanno riconosciuto. Tutti, come hanno detto o fatto intendere, se fossero operai della Fiat non avrebbero  il minimo dubbio ad aderire alle nuove concezioni Fiat, perché l’alternativa è che il gruppo torinese in subappalto a Detroit, dovrebbe andare altrove a costruire. Parola di Marchionne che è uomo d’onore.

Ora visto che ci troviamo in questa situazione senza uscita perché non delocalizzare il Parlamento che è il più costoso del mondo? E perchè, visto che esiste la globalizzazione, Marchionne continua a percepire 5 milioni di euro l’anno, invece di adeguarsi alle nuove condizioni, alle nuove sfide? Ai salari dei manager dei Paesi emergenti?

Deputati e senatori prendono qualcosa come 150 mila euro l’anno, benefit esclusi. Mentre in Polonia i loro corrispettivi ne percepiscono 8000 l’anno.

Perché, mi chiedo, non trovare un bel palazzo in qualche città polacca, buona per ospitare il nostro Parlamento? La vita è molto meno costosa  e i nostri rappresentati potrebbero tranquillamente prendere 10 – 15 mila euro e cavarsela benissimo. Certo lì un parlamentare percepisce 7 volte lo stipendio di un metalmeccanico, mentre da noi oltre 100 e questo porrebbe un problema di casta. Superabile tuttavia con qualche ristorante o servizio di barberia dedicato e certamente assai meno costoso che da noi, con  qualche 500 blu. E poi dio santo le polacche solo di coscia fanno due Scilipoti interi, il Parlamento potrebbe lavorare a pieno ritmo. Probabilmente nemmeno il premier ne sarebbe dispiaciuto.

Il risparmio sarebbe di un miliardo e passa l’anno. E quanto alla funzionalità, con la rete non ci sarebbero problemi a far pervenire i ddl, i dl e quant’altro in tempo reale. Anzi anche alcuni giornali potrebbero trasferirsi lassù, con l’indubbio vantaggio economico di costare un terzo e di arrivare raramente in Italia. E Sallusti potrebbe scrivere direttamente in polacco, rendendo più gioiosa Varsavia e meno serva l’Italia.

Quanto a Marchionne che è uomo d’onore, ma vuò fa’ l’americano, potrebbe prendere esempio dai manager Usa dell’auto che non hanno esitato a tagliarsi lo stipendio.

Davvero, se fossi un operaio della Fiat e dovessi mettermi nei panni di questi politici, non esiterei un attimo a pensare che che la delocalizzazione parlamentare è una necessità del mondo globale.

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