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Gli alieni all’arsenico sono in Italia

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A me fa molto piacere che la Nasa si diletti a creare batteri cosiddetti alieni per mostrare che, anche in condizioni proibitive, la vita è possibile. E mi fa anche piacere che i telegiornali italiani possano dare una notizia che non riguardi solo gli sciagurati che ci governano o le ragazzine ammazzate con relativi, immancabili plastici.

Disgraziatamente la creazione di un microrganismo procariota che vive di arsenico, quello che appunto la Nasa presenta come alieno, è del tutto superfluo da questo punto di vista. Ci sono batteri che vivono di zolfo, altri che campano di basalto (cioè di silicio) sul fondo dell’oceano, altri che resistono a temperature di 270 gradi. Insomma la vita basata sul ciclo dell’ATP e di un DNA esattamente uguale al nostro, è solo il filone di maggior successo della vita, ma non certo l’unico.

Del resto la vita è iniziata con tutt’altri metabolismi, quando l’atmosfera del pianeta era formata principalmente da metano e ammoniaca, mentre ossigeno e anidride carbonica si sono formati quando si è evoluto il meccanismo atp e sintesi clorofilliana.

In più c’è da dire che l’adattamento all’arsenico di forme di vita molto “elastiche” come sono i procarioti, non è per nulla sorprendente, soprattutto se si pensa che parte dell’arsenico che si trova sulla superficie terrestre è prodotto proprio dai batteri sotto forma di metilarsine  in ragione di 20 mila tonnellate l’anno

Negli organismi pluricellulari cioè tutti quelli che non sono batteri o virus, l’arsenico è vitale a dosi molto basse e molto tossico a dosi più alte proprio perché interferisce con il ciclo del fosfati visto che è un elemento molto simile al fosforo.

Ma se telegiornali e quotidiani ci hanno rallegrato con gli alieni della Nasa, hanno trascurato alcune interessanti notizie. Il fatto per esempio che è l’uomo la fonte maggiore di arsenico, (80 mila tonnellate/anno), che questo arsenico tende ad inquinare le falde acquifere, che il nostro governo ha fatto di tutto per elevare il limite di 0,02mg/litro di arsenico, stabilito in sede europea e di portarlo a 0,05mg/litro dopo che si era scoperto un sforamento dei limiti in 128 comuni.  Il tutto in vista della privatizzazione dell’acqua: mica si possono costringere le società private a spendere per la qualità del prezioso elemento. Non sia mai. Per ora hanno risposto picche da Bruxelles, ma questi sono capaci di tornare alla carica.

Quindi se la Nasa vuole dei veri alieni, non si dia troppo da fare: qua ne abbiamo da vendere.

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