Il governo in piena crisi, Silvio che traballa sul suo stile di vita, i soldi che mancano, la spazzatura che ricompare, la favola che si sfalda. In queste condizioni l’animo dei servi è turbato e così pur di raccattare qualche consenso, qualche voto, qualche augusta benedizione nei futuri seggi, nemmeno più si mettono a 90 gradi, ma ormai a 180.

Lo spettacolo ignobile che si svolge al Forum sulle famiglie, il tentativo di compiacere il Vaticano irritato dal sommo puttaniere,  è di quelli che non si dimenticano. Il ministro Giovanardi si scaglia contro la scienza assicurandoci che essa può “togliere ai figli  il diritto di nascere all’interno di una comunità d’amore e con una identità certa paterna e materna».

Niente popò di meno. Come se fosse la scienza in sé il problema e non le coscienze. Come se i figli, i bambini, gli esseri umani non avessero pari dignità al di là delle loro origini certe o incerte. Il cristianesimo secondo Giovanardi non è mai costruito sull’amore e sui vangeli, ma è fondato sulla sublime unione di ciccioli e tigelle. E’ un cristianesimo untuoso, goloso, furbo e ottuso e insieme. Fossi figlio di Giovanardi, altro che certezze, cercherei di strapparmi il dna da dosso.

Ma fosse solo lui. E’ intervenuto anche il ministro Sacconi. E’ entrato in sala già piegato ad angolo retto a causa del prolungato e reciprocamente piacevole uso che di lui ha fatto Marchionne e si è subito steso sul pavimento come se dovesse essere ordinato prete.

Anche lui pare ossessionato dalle certezze delle nascite, dagli alberi genealogici e sostiene che qualche soldo potrà andare solo a famiglie regolarmente sposate e “orientate alla procreazione”. Speriamo non di sacconi dal contenuto poco piacevole. Insomma si è trasformato in un papa boy, disposto ad ogni concessione: tanto non è peccato se lo si fa per l’elevazione dell’anima. La costa stupenda è che Sacconi smentisce nei fatti le leggi, varate pochi giorni fa dal suo governo, che rendono uguali figli nati dentro e fuori dal matrimonio.

Siamo davvero allo stato di completa confusione.

La cosa mi ha ricordato uno straordinario saggio di Darwin sui lombrichi i quali fecondano la terra e dunque hanno una grande “dignità”. Qualcosa di precluso a Sacconi che striscia e striscia, ma non produce nulla.

Insomma abbiamo capito che qui la vita, l’amore, la dignità umana non contano niente: è solo la grande, vorace e  indignitosa  “famiglia” del puttaniere quella per la quale si lavora.   Non a caso questi non sono ministri, sono soltanto famigli.