Dopo il crollo a Pompei, la manutenzione mancata, i milioni di euro spesi in ologrammi e in “eventi”, Bondi dice:”Se fossi responsabile mi dimetterei”. Evidentemente al ministro, anzi all’ultimo aedo di corte rimasto al mondo, manca il senso di responsabilità, come è naturale del resto, frequentando certe compagnie.

Infatti la frase andrebbe rovesciata, aderendo con maggior onestà all’idea di carica pubblica come  scudo e impunità: “Se fossi senza colpe, mi dimetterei”. In questa Italia più sei responsabile, meno ti dimetti.

Al cosiddetto ministro manca completamente la nozione di responsabilità oggettiva, perciò quando ha appreso la richiesta di dimissioni presentata dalle opposizioni non ha trovato di meglio che esclamare “meschinità”. Parola che nel contesto non significa assolutamente nulla: non è affatto meschino chiedere le dimissioni di un ministro quando si rivela incapace, al contrario è un dovere. Ma a questi signori che si sentono unti, la cosa sfugge.

Starebbe a lui dimostrare di non avere colpe, ma non lo fa, spara invece cifre senza curarsi di documentarle. E a quel che pare nemmeno ha intenzione di farlo perchè invita Bersani ad accertarsi della propria buona fede “visitando Pompei e raffrontando cio’ che e’ stato realizzato in due anni rispetto alla situazione precedente”. Facilissimo accertarlo: le macerie della Domus dei gladiatori, sono lì per quello.

Pazienza, sappiamo che il sense of humor di Bondi è inferiore a quello delle camole. In compenso la natura gli ha fatto dono di vacuità e alterigia in quantità industriali. Due qualità che lo spirito del tempo porta ai massimi livelli e quasi quasi impone come balsamo contro la cialtronnerie.

Ci sono buone probabilità che il ministro si dimetta per altre ragioni, liberandoci dal Vesuvio umano: speriamo che siano davvero gli ultimi di Pompeo.  Magari lasciandoci un sublime carme:

Gladiatore quanto ti amo

orribile bellezza

celata malinconia

fedeltà tradita

inganno della mente

dolce malizia

pollice verso

dolcissima spada

ologrammi di sogno

Non è difficile comporre versi di Bondi, sono tutti uguali, tutti cortigiani. E se Silvio dicesse che è meglio guardare le belle ragazze piuttosto che leggere le poesie di Bondi, non saprei dargli torto.