E’ il termine bipartisan che tradisce il fascista. Che tradisce il direttore artistico del festival di Sanremo che vorrebbe far cantare, a celebrazione dell’Unità d’Italia, Sia Bella Ciao che Giovinezza.

Poteva dire che in un excursus canoro sulla  nostra storia, anche l’inno ufficiale fascista ha il suo posto, venti e passa anni di posto. Sgradevole, forzato, ma con una sua logica, sia pure mefitica. Ha scelto invece di dire  “bipartisan” , il che implica che esiste un’opinione fascista contrapponibile sullo stesso piano a quella che crede nella Costituzione e nella Repubblica. Che insomma il fascismo è vivo e lotta assieme a noi. che la dittatura è sullo stesso piano della democrazia. I partigiani e i repubblichini. Il parlamento con il Gran Consiglio.

E’ questo ciò a cui hanno portato anni e anni di sgretolamento morale e civile.

Anche due fenomeni correlati come mangiare ed evacuare potrebbero essere definiti bipartisan, nonostante l’enorme differenza che intercorre tra la cucina e i sanitari del bagno. Ma questi personaggi ci provano lo stesso a unire strettamente le due cose: tentando di farci mangiare la merda.