C’è qualcosa di inesplorato in questa vicenda di Karima e Silvio, qualcosa che alona i fatti, ma che probabilmente non è marginale alla dinamica della vicenda. Un qualche cuore di tenebra che aiuta a spiegare il motivo dell’intervento diretto e ansioso del premier, ma

soprattutto il suo pericoloso “stile di vita”.
Si può anche essere vecchi sporcaccioni, vecchi sporcaccioni ricchi, vecchi sporcaccioni ricchi e con a disposizione il carniere-carnaio televisivo. Ma si può scegliere ora questa ora quell’altra, regalare farfalle nella perversa intimità delle ville pied à terre. Si può essere sporcaccioni e discreti.
Domandiamoci invece che senso abbia correre rischi continui organizzando festini a cui partecipano decine di mignotte, lenoni, ministri, faccendieri, moltiplicando così la possibilità di ricatti, di incidenti, di mormorii. E creando la necessità di cooptare anche i più oscuri e mefitici personaggi nella politica per tenerli avvinti nel reciproco ricatto.
Il bunga bunga giunge come un’illuminazione: è una delle tante varianti del sesso di gruppo dove ciò che conta davvero è la componente voyeuristica, una situazione ideale per poter esercitare dominio pur nella sostanziale impotenza.
Il fatto che i festini siano frequenti fa pensare che questa dimensione sia ormai patologica, compulsiva, una persistente eccitazione degli impulsi e del desiderio sessuale, non necessariamente associato alla capacità di realizzarli.
Ricordate Noemi? Negare tutto, certo, ma lasciando spazio all’ipotesi del conquistatore irresistibile, la strizzata d’occhio al popolo. Una bugia il negare, un’altra bugia il lasciar intendere.
Come per l’Abruzzo, come per la spazzatura, come per le mille promesse il cavaliere esercita il voyeurismo, in questo caso politico: fa il master ordinando, ma non prendendo parte. Solo episodicamente si ritira in qualche letto con professioniste adulte e comprensive a tentare strofinamenti.
Sa che il suo popolo, quello che egli stesso ha allevato alla volgarità più banale, sarà contento della supposta virilità ed eterna giovinezza del mito. Sul sito di Silvio vi sono esempi allucinanti in questo senso, di gente e che si compiace del suo leader forse perchè ne soffre gli stessi problemi.
Ma se la verità venisse fuori come sta accadendo, sarebbe un bel guaio e l’imperatore sarebbe davvero nudo nella sua nudità immorale. Quel facciotto da cinquantenne che gli costa una fortuna, varrebbe ben poco di fronte alla realtà ” arrepecchiata e moscia” come dice un celebre sonetto napoletano. Esattamente come per il suo governo.