Lo smiracoloso Berlusconi non ha molte chances di riconquistare l’aureola: non può rivolgersi all’intelligenza del Paese perché lo schiferebbe, non può rivendere illusioni già smerciate, non può nemmeno inventarsi  una politica di cui non ha la minima idea. Ha però una strada  da percorrere: rivolgersi alla pancia, anzi agli ammenicoli vari posti ancora ancora più sotto.

Ha lavorato sodo in questi ultimi quindici anni per valorizzare gli istinti più bassi, per far apparire virtù i vizi, per far tacere coscienze e consapevolezze. E se oggi un cittadino comune non è in grado di andare oltre i maledetti call center, mentre mignotte e mignotti di ogni tipo hanno i numeri di Palazzo Chigi, è merito suo.

Quindi non aspettiamoci pentimenti, discrezione, dignità o magari improvvisa e inattesa capacità di governo, ma esattamente il contrario: farà appello – e certo non gli riuscirà difficile – alla volgarità, alla battuta greve, alla xenofobia, all’ostentazione, a qualsiasi pregiudizio gli possa servire. La battuta sui gay di oggi non è che l’inizio e chissà che dietro non ci fosse anche l’intendimento di riferirsi a Vendola.

Ha soldi, potere e servitori in abbondanza per riuscire a far prevalere Barabba, abbastanza immoralità per impersonare il brigante fino in fondo, molto meglio del supposto originale. E per crocifiggere l’intero Paese.