La commedia, la farsa, la atellana del berlusconismo morente ha avuto finalmente inizio. Su il sipario e comincia la recita tutta basata sul deludente canovaccio, ridicolo e penoso insieme, della scoperta dell’acqua calda.

La Confindustria

Tutta la stampa presenta foto "pixelate" di Ruby non accorgendosi che su Facebook ci sono immagini senza mascheramenti

scopre dopo un bel po’ di anni che il Paese è fermo, i vescovi scoprono di aver puntato su un maniaco sessuale, la lega è tentata di riscoprire Berluscaz, Fini ha scoperto che il caro Silvio sta effettivmento arrivando alle comiche finali, l’opposizione o, almeno parte di essa, teme di scoprire di non essere in grado di costituire un’alternativa.

Tutte cose che già si sapevano, ma si tacevano per i vantaggi che la situazione poteva offrire. Eppure sono tutti lì che intingono le dita nel catino e cominciano a dire “ahi, ma scotta”.

La cosa più triste, più squallida, più berlusconiana  è che questo inizio di consapevolezza non è dovuto alle analisi economiche, alla disoccupazione crescente, al dilagare della corruzione, al livello di guardia raggiunto da vecchie e nuove povertà, al fallimento delle sfacciate promesse, all’evidente fatica del Paese nel competere, gravato da un modello complessivo anomalo e perdente. No, tutto comincia con il grazioso sedere (in questo e solo in questo, mi fido di Silvio) di una minorenne immigrata.

La cruna dell’ago dei nostri pensieri leggeri, perversi, inutili, rivolti al proprio ombelico si trova dove non batte il sole. Il frutto di una lunga diseducazione, di un’involgarimento profondo, lo si può apprezzare pienamente in questa circostanza.

E intanto molte cose sono state rubate in quel “nottetempo” che è durato un’eternità: diritti, speranze, conquiste, memoria, lucidità. Furto con destrezza tanto che non ce ne siamo accorti. E adesso si sta accendendo una lampadina: “Ma che fai, Ruby?”