La sparata di Marchionne ha avuto per lo meno un merito: quello di mostrare lo stato di confusione che regna in Italia. Ci si sarebbe aspettati di veder insorgere la sinistra e invece è insorto Fini. Ci si sarebbe aspettati che Bonanni facesse mea culpa e invece non abbiamo avuto il piacere (si fa per dire) di ascoltare la sua voce.

Eppure l’Ad di Fiat con quello stravagante, inconsistente rifiuto dell’Italia voleva lanciare un messaggio preciso: badate che il raddoppio della produzione promesso nel Bel Paese era una favola che ho raccontato per poter chiudere Termini Imerese e fare più utili su Pomigliano, senza incontrare troppa resistenza. Eh si, vi ho preso per il sedere.

Ma quelli che dovevano accorgersene e non l’hanno intuito , quelli che se ne sono accorti e sono stati al gioco si sono fatti di burro come si dice dalle mie parti: tacciono o sussurrano. Al contrario chi ha secondato i disegni di Marchione, alza la voce.

E’ il mondo alla rovescia dell’Italia di oggi, un mondo triste e balzano dove capita persino che l’apertura di un nuova inchiesta a carico dell’ex ministro Scajola per associazione a delinquere finalizzata al falso e all’istigazione, invece di creare disagio tra famigli e sostenitori, dia origine a una squallida dimostrazione di sostegno.

L’talia con la testa in giù.