Domani si riunisce la corte dei miracoli, altrimenti chiamata consiglio dei ministri. Lo ha voluto Berlusconi in persona dal suk di Palazzo Grazioli per cercare una via di uscita alla situazione che si è creata a Terrzigno e in tutta la fascia napoletana.

La rivolta non si riesce a domare e lo stesso Manganelli ha fatto sapere che i manganelli non bastano: il peso delle bugie sta sfondando il tetto di credibilità mediatica che il premier ha costruito a colpi di Masi , Minzo, Vespa e compagnia.

Altro che falsi batticuori per le “infiltrazioni”  che ci sono, ma che semmai sono in favore delle discariche.  Questi sono i primi fuochi di una rivolta che non cova soltanto a Terzigno e dintorni, ma che serpeggia a macchia di leopardo nel Paese, alimentata dalle paure, dalle delusioni, dai licenziamenti, dall’insicurezza generale, dal declino, dall’immobilismo, dalla precarietà. Si possono spegnere le fiamme da una parte, ma si riaccenderanno da un’altra.

Il consiglio dei ministri dovrebbe affrontare la questione dicendosi la verità:  qualcosa di assolutamente nuovo, non scritto, anzi proibito dai predellini vari. E temo anche qualcosa di dimenticato.

Solo che le menzogne così leggere quando si dicono, diventano pesanti come il piombo quando si addensano, quando diventano troppe.