il Simplicissimus

La grande merde

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Parigi, 8 ottobre

E’ stato fortunosamente ritrovato un manoscritto di Ionesco, dimenticato in un bar mentre il drammaturgo era impegnato a intingere una madeleine nel café au lait. Forse faccio un po’ di confusione, ma capirete in certo momenti è anche naturale.

Comunque si tratta dell’abbozzo di una commedia dell’assurdo che si svolge in Italia. A quanto è dato di sapere l’opera in tre atti e un prologo, intitolata La grande merde, si svolge tra la redazione di un quotidiano, Il Nottale, un primo ministro, Ricattoni e Emma Bovary.

La Bovary si rivolge all’ispettore Godot perché Il Nottale tenta un’estorsione morale , minacciando di pubblicare una storia scabrosa, avuta con  aitanti ragazzi caraibici, se lei non accetterà di donarsi a Ricattoni.

Ma dal quotidiano, proprietà del fratello de primo ministro, dicono che si tratta di un equivoco. Lo stesso direttore editoriale, Facciaditolla,  interviene sostenendo che non c’è alcun ricatto, che non esistono né storie, né dossier.

Invano Godot fa perquisire la sede de “Il Nottale”, la cui buona fede sembra sincera, nonostante le prove delle pressioni fatte su Emma.

Ma ecco che c’è un colpo di scena: subito dopo aver affermato che non c’era alcun ricatto, Il Nottale invece annuncia la pubblicazione di un vero e proprio j’accuse contro Emma.

Secondo quanto è dato di sapere il dramma prosegue con la scoperta da parte di Godot che i documenti delle minacce vengono custoditi direttamente nelle stanze di Ricattoni e derivano dalle ricerche di un’ opera pia chiamata Ovra, Opera veritati anelitus.

Il seguito è di difficile decifrazione perché il café au lait si è sparso sulle pagine del manoscritto e le ha incollate assieme. Ma alcuni  critici fanno notare che il dramma, pare un ritorno a Balzac o a Zola.  Altri pensano invece che si tratti di pura merda.

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