L’implosione del sistema politico dev’essere più vicina del previsto. Non ci sono solo i fatti straordinari di questi giorni, il duello all’ultimo sangue tra Berlusconi e Fini, l’oscuro ruolo dei servizi, l’improvvido ritorno di Veltroni dalla savana, persino la patetica trasversalità dei Verdi, annunciata ieri.

Ci sono anche segnali meno evidenti, ma non per questo meno significativi. Per esempio l’improvvisa “fuga” di Feltri dalla direzione del “Il Giornale” per assumere la carica di direttore editoriale, più defilata e soprattutto più vicina alle uscite di sicurezza. Si sa che quando la barca fa acqua i primo a fuggire sono i topi e come topo Feltri ha una consolidata esperienza.

Il cambio della guardia è stato annunciato alla redazione, nella nottata, ovvero è stata appresa dai redattori di turno, senza alcuna possibilità per i giornalisti di ascoltare una plausibile motivazione. E questo in un momento molto delicato. Forse si è scoperto qualcosa che non funziona nel trattamento Boffo riservato a Fini?

Questo di per sé non sarebbe certo un problema per Feltri che già anni fa, in cambio della remissione delle querele da parte di Di Pietro, sostenne che le notizie false sull’ex pm di mani pulite, erano state  pubblicate a puro scopo elettorale. E che più di recente ha chiesto scusa all’ex direttore di Avvenire.

Perciò è probabile che qualche altra cosa bolla in pentola e che Feltri non voglia essere investito direttamente. A che cosa dovremo assistere ancora? O forse persino Feltri ha perso la fede assoluta nelle fortune di Silvio?