I 40 milioni di euro che Profumo prenderà come liquidazione da Unicredit, pare incredibile, ma sono anche un viatico per la politica. A quest’ora, sono circa le 12,30 , un sondaggio di Repubblica restituisce un segnale di grande confusione:  poco meno della metà votanti, presumibilmente in gran parte di centro sinistra, lo vedrebbe come candidato premier del Pd.

Non so se questo lo si debba al fatto che il valore del successo e dei soldi è stato talmente introiettato da far perdere la testa o a una stanchezza così profonda negli attuali gruppi dirigenti, da incoraggiare qualsiasi cambiamento, anche il più singolare, il più bizzarro, il meno credibile.

Avremo un’invasione di papi stranieri e sentendo i nomi che si sussurrano (oltre a Profumo si parla di Montezemolo), si tratta quasi sempre di gente con molti quattrini, come si cercasse un contraltare di Berlusca, non tanto sul piano delle idee, quanto dell’immagine.

Ma così la destra sarà sempre in vantaggio: ha un papi italiota straricco e un papa straniero in Vaticano che fabbrica crune dell’ago giganti.