A dire le bugie si va all’inferno. almeno così dovrebbe essere secondo quanto insegna la Chiesa. Ma evidentemente questo non vale per papi, cardinali e sacerdoti, visto che Ratzinger appena arrivato in Gran Bretagna  si è subito preoccupato di dire che le “rivelazioni” sullo scandalo degli abusi “sono state per me uno shock, sono motivo di grande tristezza” perché “é difficile da capire come questa perversione del ministero sacerdotale sia stata possibile”.

Ora  non sono con quale faccia possa dire una cosa del genere proprio l’uomo che per molti anni è stato a capo dell’organismo che avrebbe dovuto occuparsi di questi angoli bui della Chiesa, l’uomo che almeno in un caso ha collaborato a mantenere il silenzio su vicende scandalose di un sacerdote, l’uomo che ha rivisto il “Crimen sollicitationis” senza minimamente intaccare la segretezza con cui si sarebbero dovuti trattare i casi di pedofilia.

E’ chiaro che lo stupore con cui si dice di aver scoperto il fenomeno cerca di smussare la colpa grave delle coperture date ai sacerdoti pedofili, ma anche quella ancora più grave di aver considerato per molto tempo un peccato veniale queste terribili vicende, tanto che spesso i preti venivano trasferiti da un posto all’altro per evitare scandali, ma sempre nelle posizioni e nelle condizioni di poter esercitare il loro vizio. Insomma un modo per scantonare all’inglese.

Certo può anche darsi che il Papa sia  una persona così ingenua, da non essersi accorto per decenni di nulla. Ma per crederlo bisognerebbe essere ancora più ingenui di lui e questo è un po’ troppo anche per un atto di fede.