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La piazza e la pazzia

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Mai un governo dell’Italia repubblicana  e un premier hanno avuto tanto potere. E mai un governo dell’Italia repubblicana e un premier sono stati talmente incapaci da dover scendere in piazza contro nient’altro che se stessi.

Non so quanta gente accetterà di fare da turibolo e incenso a qualcosa che non è altro se non un espediente drammaturgico per  far salire i toni, confondere, risvegliare istinti pavloviani, portare gli indecisi e i confusi a votare. Insomma traferire la campagna su un piano puramente emotivo dove le balle possono salire come palloncini, distraendo dal principio di realtà.

Tutto questo ci dà l’idea di come sarà duro e difficile il tramonto di Berlusconi e di come questa tecnica di sgoverno ci stia trascinando fino al punto di non ritorno: quello di una scelta fra un regime autoritario di tipo sudamericano o la definitiva uscita di scena del Cavaliere e dei suoi.

Ogni giorno ci avvicina a quel punto. E purtroppo l’inveterata disponibilità al compromesso, la mobilità continua dei paletti che vengono messi, tolti, modificati, arretrati non aiuta a frenare la caduta. Anzi la mancanza di un muro di confine, di qualche no chiaro e distinto che non debba essere reperito negli intestini dei comunicati e quindi non possa essere ignorato o platealmente contraddetto, accelera il processo.

Al punto in cui siamo arrivati non ci sono serie speranze che il cancro possa essere fermato da resistenze istituzionali e men che meno parlamentari: per grottesco che sia la politica, tutta la politica, si occupa del dopo Berlusconi, lasciandogli così ancor maggior potere e dandogli armi per la resistenza. Senza parlare dei convitati di pietra: i soci occulti del Cavaliere che sono ormai diventati i veri padroni,

Per questo mi piacerebbe che sabato a Roma le manifestazioni per l’acqua pubblica e la protesta dei fiori, raccogliessero davvero molta gente, gente libera e non deportata con promesse di posti come quella del Pdl. Fossero dense e folte, allegre e forti  per stabilire una differenza anche visiva tra la piazza e la pazzia .

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