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Kretinistan, il golpe fallito

Dal nostro corrispondente

E’ stata una giornata tragicomica, qui in Kretinistan. Il premier  Kretin One, incapace di affrontare la crisi che imperversa nel Paese euroasiatico, ha tentato di impadronirsi del potere assoluto con un colpo di stato “soft”  di cui la popolazione non avrebbe nemmeno dovuto accorgersi. Ma qualcosa è andato male nel delicato meccanismo messo in piedi per l’azione.

Nella notte  manipoli di “camicie caraceni”, i fedelissimi del premier, hanno assalito i giornali e le tv di opposizione costringendo tutti a bere olio di ricino per impedire  la messa in onda delle trasmissioni e la stampa dei quotidiani. Dalle prime ricostruzioni pare che l’idea sia stata di uno dei fedelissimi del premier, tale August Minz, offertosi di diffondere poi dalla tv di stato un editoriale spacciando il tutto per un epidemia di diarrea e allarmando la popolazione con annunci di falsi attentati.

Dopo aver messo a tacere l’opposizione, il ministro della guerra, La Frusta, avrebbe mobilitato i suoi reparti fingendo di soffocare un golpe messo in piedi da tre pm di Cosenz, città di confine, con la complicità di un archivista a progetto e di una segretaria del tribunale. Così sarebbe stato dichiarato lo stato di assedio, lasciando alla Protezione civile il compito di risolvere questa ennesima emergenza  a favore del premier.

Purtroppo per loro le cose hanno preso fin da subito una brutta piega. Siamo in grado di riportare alcuni stralci della conversazione drammatica che si è svolta al palazzo di governo, intercettata grazie al fatto che un cellulare era rimasto involontariamente in linea con un servizio di escort.

Il fatto è che nonostante l’olio di ricino i giornali sono usciti lo stesso e le trasmissioni sono andate in onda, i reparti non c’erano e la protezione civile non si è vista.

Kretin One  “Minz, tu mi avevi garantito che li avremmo messi fuori combattimento per parecchi giorni… sono tentato di rivedere la mia politica che  chi sbaglia non paga”

Minz  “Credevo che anche loro pensassero con il culo come noi. Ho fatto un errore di valutazione, si sono ripresi subito”

Kretin One: ” E tu La Frusta? Dove erano i tuoi reparti?”

La Frusta “Erano quasi tutti in missione di pace. Quelli rimasti avevano i mezzi in riparazione. Bè sai capo era quel contratto particolare con la Difendo & Magno…”

Kretin One “Si, si..E la protezione civile dov’era. Mi chiedo dove cazzo era Berto Aso? (Il capo della protezione civile. ndr)”

La Frusta:  “Ehm, era andato farsi un massaggio per essere più in forma al momento dell’azione, ma gli è preso il colpo della strega”.

Kretin One “Con quello che vi pago.. altro che streghe, siete una manica di inetti, di incapaci, di mangiapane a tradimento. E adesso per giunta ci tocca affrontare  le elezioni”

Minz “Capo ci penso io, sono meglio dell’olio di ricino…oh cazzo avevo il cellulare in linea.”

Kretin One “Idiota… quante volte..”

Qui l’intercettazione si interrompe, ma il seguito si può tranquillamente immaginare. O meglio, cari lettori, potreste immaginarlo nel vostro tranquillo e normale Paese. Qui siamo nel Kretinistan e niente funziona secondo la logica.

Il pericolo per la democrazia non è certo finito. E anzi si annunciano nubi nere. Lo si deduce anche da un comunicato del ministro delle attività produttive, Vecchio Rubagalline: annuncia che si sta pensando di  sostituire la produzione di auto con quello di olio di ricino, in uno stabilimento che sta per essere lasciato dalla Fat, il produttore unico del Paese. Incredibile … e poi detto così, senza mezzi Termini.

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