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Lo sfascio: da Sanremo a Datamedia

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Tenetevi stretti, c’è una grande novità: D’Alema ha superato Vendola, appena qualche settimana dopo aver preso una sonora mazzata alle primarie in Puglia. La cosa può far sorridere perchè la rivincita baffino l’ha ottenuta a Sanremo, in abbinamento alla canzone del principe Filiberto, aspirante re d’Italia. Sono soddisfazioni per la sinistra.
Come avrete intuito il ribaltamento rigurda il giochino inaugurato da YouDem , la tv del Pd, che ha organizzato il dopo festival: leader politici di opposizione gemellati a canzoni e cantanti,  qualcosa per fare in qualche modo audience ai margini della kermesse canora.
Ci possiamo ridere su, ma anche questo è un sintomo inquietante di come la miscela realtà-informazione e realtà-televisione si vada sempre più separando in due elementi totalmente diversi e di come la “rappresentazione” sia facilmente manipolabile, alterabile, così liquida una parte, ma anche così densa da non prendere la forma che dovrebbe, quella del contenitore, cioè la nostra vita. Ma è diventata qualcosa che al contrario la soffoca e la umilia come un succedaneo.
Stamattina seguivo un programma Rai che si occupa “professionalmente” di televisione e ho sentito cose sul festival che gli umani nemmeno possono immaginare: che i testi della Clerici sarebbero raffinati e la musica di grande qualità. Voglio sperare che queste dichiarazioni siano frutto di squallido opportunismo perché altrimenti sarebbero la dimostrazione che la stupidità è ormai intrinseca al paese come la pizza e la pummarola.
Sanremo è Sanremo, certo, ma questo è solo il punto di partenza un po’ futile per ben altro, perché quando il marcio si vede dalla superficie, vuol dire che la sostanza è spappolata. E la sostanza purtroppo la dobbiamo assaggiare amaramente: oggi sappiamo che l’ultima puntata di Anno Zero c’è andata cauta sui problemi de L’Aquila, omettendo ed edulcorando i problemi, tralasciando le interviste fatte  alla gente che ormai dispera nella rinascita della città. Oggi sappiamo, sempre più avviliti, che Datamedia, la società del sondaggista di Berlusconi, Luigi Crespi, sarà anche il sondaggista ufficiale della Tv pubblica.   Ci verrò venduto ottimismo di Stato, l’oppio di Silvio. E’ tra questi fumi che arriva Bersani al Festival, portando la sua concretezza nel mondo parallelo.E ahimè temo che la sofferenza del Paese vero, suonerà come una canzonetta.

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